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Concetti Chiave

  • Nel V secolo a.C., la pòlis ateniese sviluppò un nuovo modello di cittadino che doveva saper parlare in pubblico e convincere un pubblico variegato, privilegiando abilità oratorie rispetto al tradizionale valore militare.
  • I principi fondanti della democrazia ateniese erano l'isegorìa, che garantiva a tutti i cittadini pari diritti di parola, e l'isonomìa, che assicurava pari diritti giuridici.
  • La partecipazione alla vita politica era vista come un dovere piuttosto che un diritto, trasformando la cittadinanza in una sorta di mestiere per molti.
  • Critiche alla democrazia ateniese evidenziavano come essa favorisse i più miserabili, portando alla ribalta individui considerati avventurieri o non meritevoli dai sostenitori dei valori aristocratici tradizionali.
  • Il sistema democratico richiedeva un approccio alla realtà diverso rispetto a quello delle pòlis aristocratiche, puntando su dinamiche di partecipazione attiva e coinvolgimento collettivo.

La nascita del cittadino ateniese

Nel corso del V secolo a.C. la pòlis ateniese produsse, dunque, non solo un sistema politico nuovo, ma anche un nuovo tipo di cittadino. Poiché ora la vita politica si svolgeva non più in circoli ristretti di potenti, ma sotto gli occhi di tutti nelle assemblee, maturò un nuovo modo di partecipare alla vita politica, che richiedeva una speciale “tecnica”: saper parlare davanti agli altri e convincere il mobile e volubile pubblico delle assemblee, saperne cogliere gli umori e dominarne i sentimenti contradditori erano doti più necessarie del tradizionale valore militare.

I cardini della democrazia ateniese

I cardini del sistema democratico ateniese erano due: i cittadini avevano pari diritti di parola nelle assemblee e nei tribunali (isegorìa) e godevano tutti di pari diritti giuridici (isonomìa). Ma il sistema democratico funzionava attraverso una serie di procedimenti che richiedevano un approccio alla realtà assai diverso che in una pòlis aristocratica. Si può dire che quello del cittadino fosse, per una certa parte della popolazione almeno, un mestiere. La partecipazione alle varie fasi della vita civile era sentita come un obbligo piuttosto che come un diritto.

Critiche alla democrazia ateniese

Un anonimo oppositore dell’epoca (che scrisse un libro sulla costituzione ateniese) lamentava il fatto che “gli Ateniesi in tutti i campi diano più spazio ai più miserabili anziché alla gente perbene, per rafforzare la democrazia”. Per chi la pensava come lui la democrazia era effettivamente il dominio dei peggiori; nella prospettiva di un aristocratico, legato ai valori tradizionali che avevano ancora così potentemente operato durante i Periodi eroici delle Guerre Persiane, i personaggi che la vita democratica portava alla ribalta erano vergognosi: avventurieri, capipopolo “guide del popolo), capaci di dominare la tumultuosa assemblea e di dirigere gli umori di una folla numerosa e instabile, che deteneva la sovranità.

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le nuove competenze richieste ai cittadini ateniesi nel V secolo a.C.?
  2. Nel V secolo a.C., i cittadini ateniesi dovevano sviluppare la capacità di parlare in pubblico e convincere un pubblico mobile e volubile, competenze ritenute più importanti del tradizionale valore militare (testo).

  3. Quali erano i principi fondamentali della democrazia ateniese?
  4. I principi fondamentali della democrazia ateniese erano l'isegorìa, che garantiva pari diritti di parola, e l'isonomìa, che assicurava pari diritti giuridici a tutti i cittadini (testo).

  5. Quali critiche venivano mosse alla democrazia ateniese da parte degli aristocratici?
  6. Gli aristocratici criticavano la democrazia ateniese sostenendo che essa favorisse i "più miserabili" a scapito delle persone perbene, considerandola un dominio dei peggiori e denunciando la presenza di avventurieri e capipopolo nelle assemblee (testo).

Domande e risposte

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