Gli assiri e la perfetta macchina bellica


La conquista e la sopravvivenza di un impero così vasto, come quello assiro, erano naturalmente possibili solo grazie all'efficienza dell'esercito. I guerrieri assiri, al pari di quelli Hittiti, possedevano infatti armi di ferro, che assicuravano loro un enorme vantaggio rispetto ai popoli che si servivano ancora di armi di bronzo. La loro tecnica di battaglia era inoltre molto sofisticata per l'epoca e costituiva un elemento decisivo per la vittoria, a ciò si aggiunga che gli eserciti erano molto numerosi e, a volte, affiancati da truppe mercenarie. Infine una consistente presenza di guerrieri su carri trainati da cavalli garantiva una terribile forza d'urto. La ferocia in battaglia e la crudeltà verso i vinti furono dunque gli strumenti del dominio assiri.
Il terrorismo si configurò come un vero e proprio metodo di governo, atto a prevenire le rivolte, provocate dal malcontento per le insopportabili condizioni in cui erano soggette le popolazioni sconfitte. Le continue rivolte generavano instabilità politica, e solo con un controllo attentissimo e il ricorso a massacri e sistematiche deportazioni dei maschi dei popoli assoggettati gli assiri prevennero nuove e più pericolose ribellioni. Terrorismo e deportazione erano i fatti ritenuti dagli assiri gli unici mezzi per assicurare l'integrazione nel corpo dell'impero dei tanti popoli assoggettati.

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