È notevole il prestigio di cui godevano le sacerdotesse, che ricevevano un'istruzione pari a quella maschile. Anche le donne del popolo lavoravano accanto agli uomini e si può dunque supporre che godessero di una maggiore libertà rispetto ad altre aree del mondo antico. Il clima caldo dell'Egitto ha condizionato anche il tipo di abbigliamento sia maschile sia femminile: le donne del popolo indossavano semplici tuniche, quasi sempre di lino, mai di lana, gli egizi sapevano colorare le stoffe, ma il bianco era il colore dominante, in quanto meglio difendeva dai raggi del sole. Le donne di elevata condizione invece, fin dall'antico regno, indossavano generalmente una tunica bianca è aderente, lunga fino ai piedi, stretta sotto il seno e fermata da bretelle. I tessuti erano finissimi e trasparenti, e lasciavano intravedere le forme del corpo.
Sul capo recavano una parrucca dai capelli divisi in tre bande, di cui la più importante ricadeva sulla schiena e le altre due sul petto, ai lati del viso, a volte sormontata da un diadema di metallo prezioso (come per le principesse del Medio Regno). Le principesse della corte e le donne delle classi alte potevano permettersi anche profumi e unguenti, ma oli profumati erano accessibili quasi a tutti; gli antichi egizi estraevano i liquidi profumati dalla spremitura dei fiori e creavano essenze dai legni pregiati che importavano dalla Siria e dall'Arabia e anche dalle piante che crescevano abbondanti lungo le rive del Mar Rosso. La produzione di profumi e oli aromatici avveniva nei laboratori specializzati dipendenti dai templi: le essenze erano conservate in piccoli vasi di ceramica smaltata o di alabastro.

Della mistura di oli e resine con le essenze di piante aromatiche si ricavava un unguento grasso e profumato. Il profumo, così solidificato, era posto su le parrucche e sui capelli e con il calore dell'ambiente e del corpo si scioglieva, emanando una piacevole fragranza che impregnava capelli e vestiti.

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