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Antiche città indiane

Harapa e Mohenjo-Dora non sono le uniche scoperte archeologiche che permettano di ricostruire a grandi linee lo sviluppo delle più remote civiltà indiane: in anni recenti sono stati ritrovate molte notizie interessanti sulla storia delle civiltà dell’Indo.

Le rivolte di Mergarh, situata a circa duecentocinquanta chilometri a Nord-Ovest di Mohenjo-Daro, vicino al passo che mette in comunicazione la valle dell’Indo con l’Altopiano Iranico, risalgono al periodo neolitico e possono essere datate addirittura al VI millennio a.C.: la città mostra il primo passaggio da una vita di tipo nomade, basata sulla caccia, a una vita sedentaria, fondata sull’agricoltura e sull’allevamento. Sono stati ritrovati i resti delle primitive abitazioni (case a pianta rettangolare da un impasto di argilla e seccati al calore del sole) e tracce di cereali (orzo e grano). Le ossa degli animali appartengono ai primi animali addomesticati, come le pecore e i bufali d’acqua. Mergarh fu abitata anche nei millenni successivi; le ultime tracce risalgono alla metà del III millennio a.C.

I resti di Amri si trovano a circa centocinquanta chilometri a Sud di Mohenjo-Dora: si tratta di uno dei primi tentativi di insediamenti nelle vaste pianure che costeggiano il grande fiume (databile intorno al IV millennio a.C.). La città ebbe il suo periodo di maggiore splendore dal 3015 a.C. al 2450 a.C.: la sua superficie era due volte più grande di quella di Megarh; le case erano anch’esse costruite in mattoni crudi, ma venivano progettate in modo sempre più regolare; la ceramica era lavorata al tornio e decorata con caratteristici motivi geometrici. Amri declinò nel periodo successivo, contemporaneamente all’ascesa di Mohenjo-Daro.

Kalibangan, fondata nel 2400 a.C. nel Punjab, presentava alcune caratteristiche particolari: la pianta delle città era rettangolare, orientata da Nord a Sud; le case in mattoni erano difese da una fortificazione. Le ceramiche erano di ottima qualità e finemente decorate. La città venne abbandonata piuttosto presto, intorno al 2250 a.C., e ricostruita un secolo più tardi: l’acropoli fu edificata sulle rovine della vecchia città (che nel frattempo era stata ricoperta dalla sabbia); la città bassa, costruita secondo uno schema a pianta ortogonale, aveva una superficie quattro volte maggiore rispetto a quella dell’insediamento antico.

Lothal, infine, era il più grande porto sull’Indo: la città, fondata intorno a 2100 a.C., presentava la caratteristica divisione tra acropoli e città bassa. La sua funzione principale era quella di rifornire le città della valle dell’Indo di materie prime, in particolare cotone e rame.


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