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La domesticazione delle piante, degli animali e l'agricoltura.

La domesticazione delle piante e l'agricoltura

Intorno al 12000 a.C avvenne l'ultima glaciazione, che dopo essa lasciò i territori più umidi e fertili. Con domesticazione si intende l'uomo che interviene sul ciclo naturale in modo da trarne profitto. Le prime piante ad essere addomesticate sono il grano e l'orzo, dopo molto tempo e numerosi tentativi fallimenti. Ma come si è scoperto che da un seme poteva germogliare una nuova pianta? Grazie all'osservazione e comprensione dell'uomo verso i fenomeni naturali, l'uomo si è accorto che i semi più pesanti che cadevano dalle piante nascevano nuove piante. In questo modo iniziarono non più solo a raccogliere i semi, sfruttando così il territorio, e una volta esaurite completamente le fonti erano costretti a spostarsi, ma iniziò a a coltivare le piante, rimanendo così stabile in un territorio. Seppur i cereali diano meno nutrimento rispetto alla carne, al contrario di quest'ultima si conserva più a lungo, anche nei periodi in cui il cibo scarseggiava.

Dopo pochi millenni l'uomo iniziò ad addomesticare gli animali, come il cane (non subito per la ricerca di nutrimento dalla carne, ma più come aiuto durante la caccia), la pecora, la capra, il cammello, i bovini, il cavallo, la gallina, il bacco da seta, l'asino, il bufalo, il dromedario, l'ape, il maiale e il gatto.

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