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L'uso della tortura
La tortura è frequente in situazioni di guerre o guerriglia: un soldato catturato viene torturato per ottenere da lui informazioni utili per conoscere i piani del nemico. Ma in guerra molto spesso la tortura viene utilizzata anche per demoralizzare il nemico: in questo caso essa colpisce spesso coloro che combattono, ad esempio le donne e i bambini.
Nei regimi dittatoriali la tortura è un mezzo per incutere paura tra la gente ed evitare proteste e rivolte.
Non sempre la tortura ha una precisa finalità militare o politica. Talvolta è utilizzata come dimostrazione del proprio potere personale.

Le vittime della tortura
La tortura viene usata in situazioni molto diverse e tutti possono esserne vittima. Nei regimi dittatoriali e nelle democrazie illiberali rischiano di subire torture tutti coloro che hanno un ruolo attivo nella società e denunciano ingiustizie ed abusi: oppositori politici, sindacalisti, giornalisti, difensori dei diritti umani, ma anche insegnanti.

Particolarmente colpiti sono anche i più deboli: donne e bambini sono spesso vittime di tortura durante le guerre e le guerriglie, perché in questo modo i torturati sanno di colpire il nemico, indebolendo la capacità di resistenza.
La tortura colpisce, in tutti i Paesi, compresi quelli europei, coloro che sono discriminati: immigrati, rom, omosessuali, persone di altre etnie sono spesso vittime di abusi, perché nei loro confronti c'è odio e perché hanno meno possibilità di difendersi. Vittime di tortura sono molto spesso i carcerati, proprio perché le loro possibilità di difendersi e di denunciare le torture subite sono molto ridotte.
Le persone che hanno subito torture, se non muoiono, spesso hanno danni fisici permanenti ed il trauma subito rimane a lungo, tanto che sono stati creati dei centri di rieducazione psicologica e fisica per le vittime della tortura.

I metodi di tortura
La tortura è spesso praticata con metodi molto semplici: si va dalle percosse all'uso di bastoni e fruste. Nei confronti delle donne è diffusa in tutto il mondo la violenza sessuale. Altri mezzi di tortura tendono invece ad umiliare la vittima, che viene ad esempio costretta a spogliarsi e a rimanere in piedi per ore, oppure viene condotta al plotone di esecuzione, scoprendo solo all'ultimo minuto che si tratta di una finta esecuzione.
Laddove la tortura è utilizzata in modo sistematico, vengono usati metodi e strumenti appositi per aumentare il dolore e, spesso, per non lasciare segni troppo evidenti, in modo da poter negare l'eventuale accusa di tortura. La vendetta di strumenti di tortura costituisce un notevole giro d'affari. Fanno parte delle torture che non lasciano segni quelle psicologiche, come l'isolamento fisico ed acustico, l'uso di bende e cappucci.

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