La sublimazione moderna dell’arte


che cos’è, come si spiega, come ha influito sul mondo dell’arte e sulla nascita dell’estetica in filosofia.

Con il termine “arte” si intende oggigiorno una parte della produzione umana, che differisce dalla restante per valore, per un riconoscimento ufficiale ottenuto nel mondo istituzionale dell’arte. Si tende a considerare la distinzione tra arte e non-arte come legittima, universale, oggettiva, presente da sempre e in tutti i popoli della terra. Come è stato dimostrato da vari studiosi, però, non è così. Questa distinzione è infatti tipicamente occidentale, e non si ritrova, ad esempio, nella maggior parte delle società tradizionali. È, inoltre, un prodotto dell’Occidente moderno, in quanto, sebbene il termine si presenti già nell’antica Grecia, questo muta nel tempo considerevolmente prima di giungere alla concezione odierna. Si pensi, ad esempio, che nell’antica Grecia, tra le nove Muse personificartici delle arti, quelle figurative come pittura e scultura non compaiono neppure.

Quindi, su quali criteri ci si basa per definire un prodotto umano “opera d’arte”?
Ebbene, la tendenza che porta a considerare l’arte come qualcosa di più elevato, che la innalza al sublime, è appunto detta sublimazione dell’arte. Con questa tendenza, manifestatasi a partire dalla fine del 1800, si definiscono i criteri fondamentali sui quali basare la distinzione tra arte e non arte. Un’opera d’arte, quindi, si caratterizza innanzitutto come qualcosa di inutile, preferibilmente destinata ad essere oggetto di esposizione che ad usi comuni. Inoltre, essa deve essere prodotta liberamente, in modo disinteressato, non condizionato dal pensiero di un profitto futuro. Si distingue poi per la sua originalità ed innovazione, discostandosi dalla tradizione ed introducendo nuove tecniche e regole. Infine, l’artista, nel tentativo di innovare e di creare qualcosa di fine unicamente a se stesso, è caratterizzato da un tipico stato di tensione creativa, dovuta sia ad un’inquietudine interiore, sia ad una tensione sociale in cui egli, con le sue opere, rischia perennemente, ed è perciò sempre sospeso tra successo ed incomprensione.
Come già accennato, la sublimazione dell’arte si impone nell’Occidente moderno solo sul finire dell’Ottocento. Nei secoli precedenti molte trasformazioni si susseguirono fino all’affermarsi di questa tendenza. I maggiori fattori scatenanti si possono individuare nella nascita degli Stati moderni e nelle reazioni agli effetti di industrializzazione e urbanizzazione. Innanzitutto, con la nascita degli Stati moderni, l’arte si trasforma. Da arte politica e religiosa, e quindi al servizio di Stato e Chiesa, essa diventa arte di mercato. Negli Stati tradizionali, infatti, essa viene sfruttata come strumento politico con il quale rafforzare il potere e il senso di autorità statale, e come strumento religioso, con cui mantenere vivi i sentimenti dei fedeli. Con la nascita degli Stati moderni basati sull’idea di sovranità popolare, però, scompare la necessità degli stati di comunicare al popolo un’’immagine di potenza. Inoltre, essendo laici, si spezza il legame tra politica e religione, e quest’ultima, di conseguenza, diviene maggiormente un fatto privato, di scelta e coscienza, e come tale si avvale sempre meno delle opere d’arte. Con questi presupposti, quindi, l’arte necessita di una spinta diversa, e la trova nel libero mercato, affermatosi con il capitalismo. Perché si crei un valido mercato dell’arte è però necessario che i prodotti artistici siano impreziositi, quotati. Nasce quindi un sistema dell’arte, si esalta “l’arte per l’arte”, si crea un élite di esperti che definisce cosa sia da considerarsi vera arte e cosa no.
Altro fattore determinante per l’affermarsi della sublimazione moderna dell’arte furono poi le reazioni agli effetti di industrializzazione e urbanizzazione. Le produzioni industriali in serie fecero emergere l’idea che il bello e il valore si trovassero in ciò che si distingue, e screditarono l’artigianato, i cui prodotti erano i precursori di quelli industriali. L’urbanizzazione, invece, caratterizzata dalla costruzione a ritmi impressionanti di edifici in cui non veniva data rilevanza ad altro che alla funzionalità, portò alla nascita del desiderio di rilanciare la ricerca del bello in architettura.
L’arte perde quindi la sua utilità politica e religiosa, ma in essa permangono comunque fini sociali. Nelle società si crea un settore specializzato nella fruizione, commercializzazione e produzione dell’arte, e l’opera in sé diventa il mezzo con il quale diffondere il senso estetico.
Anche la storia dell’arte, relativamente giovane, la cui nascita risale a pochi secoli fa, risente notevolmente dell’influenza della tendenza a sublimare l’arte. Essa, infatti, si interessa soprattutto alle opere e alle motivazioni, intenzioni e convinzioni dell’artista, tralasciando il contesto storico e socio-culturale in cui è immersa la produzione artistica. Di quest’ultimo aspetto ci si inizia ad occupare, infatti, solo nel 1900.
La sublimazione moderna dell’arte ha influito notevolmente anche sui soggetti della domanda materiale dell’arte. Non soltanto muta la tipologia dei soggetti, da committenti, che ordinano quindi la creazione dell’opera, ad acquirenti, che invece acquistano l’opera compiuta, ma mutano anche i soggetti in se. Se prima della sublimazione dell’arte i maggiori committenti erano lo Stato e gli ordini religiosi con interessi di ordine puramente simbolico, ora sono soprattutto privati con mire finanziare ad interessarsi a questo mercato. Nascono inoltre nuove figure, come il collezionista amatoriale borghese, che nell’acquisto di opere d’arte individua il mezzo con cui esprimere gusti e giudizi, e l’esperto d’arte, legato all’esigenza di studiare e teorizzare l’arte.
Vengono inoltre aperti i musei, di solito statali, raramente di privati, che mirano all’educazione artistica della popolazione, alla salvaguardia del patrimonio artistico dall’iconoclastia, e all’innalzamento del prestigio nazionale. Destinando le opere all’esposizione separano poi l’arte dal suo uso strumentale e, rivestendo di una particolare importanza le opere d’arte, contribuiscono notevolmente all’affermazione della sublimazione moderna dell’arte.
Anche la filosofia viene influenzata dalla sublimazione moderna dell’arte. Se inizialmente l’Estetica viene considerata come la disciplina riguardante la conoscenza sensibile, la percezione, con la sublimazione moderna dell’arte essa si trasforma. L’Estetica diventa la disciplina del bello, della produzione e dei prodotti dell’arte, del giudizio di gusto su di essi. Si potrebbe quindi asserire che essa, considerata con l’accezione odierna, nasce grazie alla sublimazione moderna dell’arte, quando quindi le arti, soprattutto quelle figurative, vero oggetto dell’estetica, si riscattano dal rango di arti inferiori, venendo promosso il loro aspetto di sapienza e invenzione, e venendo superata almeno in parte la contrapposizione tra manualità, tecnica, ed intelletto. Infine, quando nasce il bello inutile e quindi le arti figurative vengono dedicate soprattutto al diletto e non più all’utile, la sublimazione dell’arte porta appunto alla nascita dell’estetica in filosofia con la concezione odierna.
Dunque, la sublimazione moderna dell’arte condiziona non poco la nostra concezione di arte, ed è ormai così inconsciamente accettata da non farci accorgere del pregiudizio etnocentrico con cui ci approcciamo a qualsiasi forma artistica, occidentale e non.

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