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Lo status, il ruolo e le norme


La vita sociale si presenta a noi come un’esperienza ripetitiva, costituita da fatti abituali e da ricorrenze.
I sociologi rappresentano il carattere stabile e permanente della società col nome di struttura sociale.
Proviamo, facendo uno sforzo analitico, a identificare gli elementi che conferiscono regolarità e stabilità alla nostra vita sociale.

Pensiamo innanzitutto agli individui, Gli individui che incontriamo quotidianamente, al di là delle loro specifiche caratteristiche personali - belli o brutti, simpatici o antipatici, educati o maleducati sono dal punto di vista sociologico, dei rappresentanti delle strutture, cioè occupano una particolare posizione nel sistema: hanno uno status sociale.
Lo status di un individuo è determinato in parte da
• gli elementi ascritti (non modificabili), come il sesso, l’età, la famiglia di appartenenza;
• gli elementi acquisiti che ottiene con lo studio, il lavoro, l’impegno e le proprie capacità (come il lavoro svolto e il prestigio e il potere a esso connessi);
• Il contesto storico-culturale in cui vive (in base al momento storico alcune posizioni sociali risultano più prestigiose di altre).
Lo status è in stretta relazione con il ruolo sociale, il comportamento che ci si aspetta da un individuo per lo status che occupa nella società.
Nella nostra società l’imprenditore, l’insegnante, il commerciante, l’operaio occupano posizioni diverse e quindi hanno, sociologicamente parlando, ruoli diversi.
Quello che è importante ricordare è che gli individui, nel succedersi delle generazioni, vanno a occupare le posizioni (status) che la società richiede per il suo funzionamento. Metaforicamente parlando, occupano temporaneamente delle sedie disponibili, che devono essere riempite perché lo spettacolo (= la vita sociale) sia possibile.
Spinto da simili riflessioni, un sociologo di inizio Novecento, Robert Hertz (1881-1915), definiva la morte come uno ‘scandalo” sociale perché, nel momento in cui, muore un individuo, muore anche lo status che occupale il ruolo che ricopre. Se muore una madre è lo status/ruolo di madre a essere messo in discussione. Se muore un medico è la professione di medico a subire una minaccia. La società ha così bisogno di essere rassicurata che, nonostante quella perdita, continuerà a esistere.
Hertz sosteneva che il rituale, in questo caso il rituale funebre, ha proprio la funzione di assicurare che la vita della società non è in pericolo: esso deve ristabilire l’equilibrio alterato.
Lo status e il ruolo sociale, oltre a posizionare un individuo, definiscono anche tutta una zona di aspettative, doveri e obblighi.
Veniamo quindi al terzo elemento che garantisce stabilità alla struttura sociale, le norme sociali.
Le norme sociali sono regole, prodotte e mantenute in vita dalla società, che indicano agli individui i comportamenti cui attenersi o da evitare. In esse la società traduce i valori nei quali si riconosce e sui quali fonda la propria cultura. Attraverso di esse si tenta di conservare l’ordine e la stabilità sociale. Le norme sociali sono un insieme complesso.
Il sociologo statunitense William G. Sumner (1840-1910) ha proposto nel 1906 una distinzione, tuttora utilizzata in scienze sociali, tra norme d’uso e norme di costume.
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