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Sociologia della musica

Le forme espressive dell’arte di tipo figurativo , poetico – narrativo – musicali , sono quelle che ci mettono più in mostra il fatto che , vicino alla routine , necessaria ad assicurare la continuità sociale vi sono degli eventi in grado di modificare completamente l’agire. L’arte da un lato rappresenta la società , dall’altro la trasforma. La sociologia dell’arte mette in evidenzia come di volta in volta i contesti artistici influenzano quella che di volta in volta viene definita arte. La formazione delle classi sociali , i mezzi di comunicazione , sono tutti elementi che vanno studiati per capire i processi attraverso il quale è andata affermandosi una produzione artistica. Per un altro verso ci mostra come l’arte sia una fonte importante per il cambiamento sociale. La particolarità deriva dal fatto che essa assume una rilevanza particolare nell’immaginario collettivo e si pone un accento sui mezzi utilizzati per veicolarla che , vanno a costituire parte dell’opera stessa. L’agire sociale è continua fonte di oggettivazione la quale , può essere materiale e mentale. In quella materiale ( dipinto , testo , scultura) l’opera d’arte ha delle caratteristiche in comune con le altre forme di oggettivazione sociale ; quella mentale invece nasce dal tentativo di rappresentare qualcosa che sfugge alle determinazioni usuali del dire , è un tentativo di rappresentare l’inoggettivabile. Quando la pop art porta nel museo oggetti di uso quotidiano la funzione dell’oggetto viene trasfigurata. La musica presenta un livello di astrazione che difficilmente si può ricondurre a significati particolari. Questo spiega perché la spiegazione di un determinato brano è fortemente influenzato dall’epoca e dal contesto sociale in cui si svolge. L’alto grado d’astrazione determina una distanza tra musica e vita sociale. In ogni società la musica è sempre stata una sua parte importante. Quindi , la musica può essere un riflesso della società o un elemento attivo per il suo cambiamento.

Introduzione
1.Arte e Società
Non esiste un criterio assoluto per distinguere ciò che è arte da ciò che non lo è infatti , anche la definizione del concetto “arte” risulta alquanto problematico. Secondo la sociologia dell’arte i criteri in base ai quali un opera viene definita artistica mutano nel tempo in relazione ai contesti storico – sociali e in relazione alla cultura dominante. La concezione ottocentesca che vede l’arte come qualcosa di autonomo dalla società si scontra con la visione marxista – leninista che tende a ridurre il rapporto arte società a qualcosa di meccanico e quindi l’arte come semplice riflesso del contesto sociale. Tra arte e società c’è un rapporto di condizionamento reciproco ma , l’arte è anche nella società e da essa si origina. Infatti da un lato tende ai suoi valori dall’altro tende a metterli in discussione in quanto fonte di innovazione espressiva. L’arte è riflesso e sintomo. Anche il concetto di creatività di non è di facile definizione. Gli studiosi hanno sviluppato due linee : da un lato vengono analizzate le modalità in termini di efficacia ed efficienza cioè come capacità di risolvere i problemi ; dall’altro vengono analizzati i rapporti sociali che favoriscono la creatività. Tre sono i campi d’analisi , quello dei soggetti definiti creativi, dei contesti in cui queste avvengono e , dei discorsi tra i vari elementi coinvolti. Anche se la tradizione fa coincidere genio e creatività , gli sviluppi recenti individuano l’attività creativa nei processi quotidiani. La creazione è la capacità di uscire dall’ordine affrontare il disordine per creare un nuovo ordine.

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