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Lo studio

La scuola è obbligatoria fino ad una certa età. Nei Paesi sviluppati l'evasione scolastica è un fenomeno raro, soprattutto nella scuola primaria. Sono di solito i bambini di famiglie molto povere ed i figli di immigrati clandestini a non frequentare la scuola.
Nei Paesi del terzo Mondo la situazione è molto diversa: sono almeno 115 milioni i bambini in età scolare che non frequentano la scuola. In primo luogo molto aree, soprattutto in campagna e nelle bidonville, non hanno scuole facilmente raggiungibili. In secondo luogo, molte famiglie hanno bisogno anche del lavoro dei figli per poter sopravvivere. Perciò i figli incominciano a lavorare in famiglia molto presto e spesso frequentano la scuola solo per un breve periodo. Questo significa che non saranno in grado di ottenere una buona preparazione di base e che avranno quindi meno possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita.

Vi sono però differenze tra i Paesi poveri, anche a parità di reddito medio: alcuni investono molto nell'istruzione e sono quindi riusciti ad eliminare l'analfabetismo giovanile, altri invece spendono di meno per l'istruzione e quindi sono più numerosi i bambini che non frequentano la scuola.
Un'altra differenza importante è quella tra i maschi e femmine. In molti Paesi, tra cui soprattutto quelli musulmani e quelli africani, le bambine sono mandate a scuola assai meno dei fratelli e quindi il tasso di analfabetismo femminile è più alto. Questo succede perché molte famiglie pensano che una ragazza non abbia bisogno di studiare, in quanto deve soltanto occuparsi della casa e della famiglia. Se la famiglia è povera, preferisce investire nell'educazione del figlio maschio che continuerà a mantenere la famiglia, mentre una figlia è destinata a lasciare la casa quando si sposa.

Bambini di strada
Tra i bambini ed i ragazzi che non vanno a scuola vi sono quelli che vivono per strada. Si tratta di bambini in genere senza famiglia, i cui genitori sono morti oppure li hanno abbandonati, perché non erano più in grado di mantenerli.
Il fenomeno è diffuso soprattutto nelle grandi città ed i bambini e i ragazzi di strada si organizzano di solito in bande, aiutandosi l'uno con l'altro. Poiché non hanno nessuno che li mantenga, vivono di piccoli lavori, di elemosina e di furti.

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