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il ruolo del sociale tra Stato e mercato

Abbiamo potuto notare come le istituzioni del Terzo settore si siano allargate, fino ad includere realtà meno strutturate come famiglie e le loro associazioni, nella rete delle agenzie in grado di provvedere alla gestione del bene comune.
Con questo termine s'intende una grande quantità di fattori, non solo quelli che appartengono alla sfera materiale, ma anche mezzi che consentono la coesione sociale. Il mondo vitale è per sua stessa definizione un ruolo di relazione in cui parlanti ed ascoltanti si confrontano con l'obiettivo di trovare una soluzione ai problemi che li coinvolgono.

Donati sostiene una nuova forma di stato sociale, che chiama relazionale.
I modelli tradizionali di welfare cercano di assicurare ai singoli individui ciò che è loro necessario per vivere in modo più o meno soddisfacente, hanno fissato i margini d'azione secondo i quali è possibile garantire un accesso a questi beni da parte dei singoli cittadini.

Donati definisce questo sistema con il termine "lib-lab".
- Nel modello "lib" (liberale) è il mercato ad avere il sopravvento sulla politica
- Nel modello "lab" (laburist) è la politica ad avere il sopravvento sul mercato.

Il modello lib-lab ha tuttavia trascurato un aspetto del sociale che evade dall'intreccio fra economia e politica.
Una nuova idea di Stato sociale è indispensabile, affinché si possano affrontare i rischi dovuti alla liquefazione delle relazioni fondate sui rapporti di potere tradizionali.
Gli individui sono sempre più consapevoli dei loro diritti fondamentali e soprattutto hanno appreso ad organizzare reti autogestite per risolvere in modo autonomo i loro problemi.
Occorre pertanto ispirarsi al principio della sussidiarietà, per raggiungere questo obiettivo è necessario creare delle istituzioni collaboranti che lascino spazio all'iniziativa, alla creatività e all'autonomia.

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