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Il paradigma ideale immobile presenta l’aggettivo immobile che è sbagliato, perché non può esistere qualcosa di eternamente stabile nell’ordine dell’agire umano: può esistere solo qualcosa che è relativamente più stabile di un altro. Basta dire che è un paradigma ideale, ossia un punto di riferimento e di confronto.
È specchio rovesciato dell’attuale società: l’attuale società va per il suo binario, che è quello dell’imperfezione, mentre dall’altra parte c’è la perfezione. Di conseguenza perfezione e realtà non si incontreranno mai. Invece ciò che per noi fa da punto di collegamento tra il paradigma ideale e la realtà è la perfettibilità, non la perfezione che stacca il binario immobile, eterno e dogmatico dell’utopia dalla realtà: gli esseri umani sono nell’ordine del perfettibile, grazie al fatto che siamo profondamente convinti e curiosi di perfezionare le nostre conoscenze. Dire “specchio rovesciato” significa che rimane eternamente così, invece no, perché non è un rapporto meccanico tra l’aldiquà che c’è e l’aldilà che deve venire: se la posizione rimane rovesciata, vuol dire che per l’eternità l’attuale non sarà che una brutta copia dell’eterno che peraltro non viene mai definito.È un gioco d’intelligenza : tutto questo accade grazie ad uno strumento speciale proprio del genere umano che è l’intelligenza. Quale concetto richiama il gioco? Un’intelligenza che cerca di cogliere i legami. Il gioco è una struttura di ruoli e di regole, tant’è vero che ai bambini si propongono i giochi per assegnare loro dei ruoli e per educarli all’uso delle regole. Abituare al gioco, cioè alle interdipendenze, ai ruoli e alle regole significa in ultima analisi fare opera di educazione alla democrazia, alla vita sociale e civile. Quindi bisogna cogliere con intelligenza il gioco, cioè le interdipendenze, i rapporti, che significa scoprire le leggi di tendenza.

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