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Nelle ricerche svolte dagli antropologi nella seconda metà dell’Ottocento si riscontra l’Evoluzionismo; una concezione filosofica secondo la quale la realtà è in continuo mutamento, da forme semplici fino alle più complesse. Nelle scienze umane l’evoluzionismo fu un tentativo di trovare leggi che spiegassero cambiamenti storico-sociali. Herbert Spencer, filosofo evoluzionista,osservò che la natura umana tende da forme più semplici a quelle più complesse. In antropologia L’evoluzionismo viene interpretato come un cammino che le società compiono, tutte secondo le stesse fasi, ma in tempistiche differenti; i tre maggiori esponenti del periodo sono Morgan , Tylor e Frazer.

Lewis Morgan , studioso statunitense, scrive due opere principali:
- Sistemi di consanguineità e affinità nella famiglia umana ; e
- La società antica;
Il primo tratta dei sistemi di consanguineità presso i nativi nord-americani, Irochesi, con questo trattato Morgan viene definito l’iniziatore dell’”Antropologia della Parentela” , ovvero l’organizzazione dei sistemi di parentela nelle diverse culture; nella “Società Antica” Morgan delinea uno schema evolutivo nelle società:

-1 vita selvaggia, nella quale i popoli vivono di caccia e raccolta
-2 barbarie, introduzione di allevamento , agricoltura e tecniche d’irrigazione
-3 civiltà , fondata sulla scrittura e sull’uso delle macchine. La classificazione di Morgan , seppur interessante è superata poiché oggi non è più possibile delineare un unico percorso valido per tutti i popoli.
Attualmente l’antropologia si pone come punto di domanda quale sia la misura e il modo di adattarsi far i vari popoli.

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