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Differenza tra sapere e saperi


Il sapere è in ordine al sé e in ordine al da sé: da un lato l’individuo deve conoscere se stesso e dall’altro lato deve conoscere la situazione nella quale va ad operare. Il nostro sapere è sintetico, altamente valutativo. Invece i SAPERI sono intesi in senso di specificità, specializzazione.
Il sapere in quanto unità, sintesi è molto diverso dai SAPERI, perché ai SAPERI manca proprio la dimensione della loro unitarietà. Per questo motivo i saperi, le specializzazioni possono danneggiare la personalità sociale dell’individuo. Il SAPERE in unità ha il suo luogo fondamentale nella coscienza, mentre i SAPERI fanno capo al nostro livello di istruzione e non è detto che l’istruzione giovi all’equilibrio della personalità. Anche Freud diceva che una persona fortemente sviluppata in una sfera e lo è meno in un’altra, per brava che sia, è sempre un soggetto squilibrato, perciò raccomandava moltissimo lo sviluppo della sfera emotiva.
Il sapere come unità è un sapere che nutre, mentre i saperi come specializzazioni sono saperi che portano alla produttività. Chi usa l’individuo per la sua produttività, quasi mai si occupa della sua personalità. Il sapere in unità è una componente del nostro agire. I SAPERI come specializzazioni portano direttamente nel mondo del lavoro, laddove il rapporto avviene tra chi dà lavoro e chi presta lavoro. Oggi il mondo del lavoro non rispetta la persona e la personalità. Questo modo di usare i saperi come fatto produttivo e specialistico non tende ad equilibrare come fa il sapere in unità, ma tende a scardinare gli equilibri, perché ti portano ad alta specializzazione per un verso e a scarso governo del proprio equilibrio e della propria unità.
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