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La comunicazione non verbale assolve principalmente la funzione di esprimere la sfera emotiva e affettiva dell’individuo e, al contrario della comunicazione verbale, è inadatta ad una condivisione completa di pensieri, conoscenze e informazioni, che può essere espressa soltanto attraverso la lingua parlata, più complessa e articolata. Tuttavia, la comunicazione non verbale, sostiene, completa e sostituisce il discorso: per esempio, uno sguardo o un gesto possono esprimere molte parole.
Alcuni aspetti del linguaggio del corpo sono compiuti inconsapevolmente e rivelano pensieri ed emozioni che non sono manifestati verbalmente. Infatti, vi sono delle risposte somatiche strettamente interconnesse alle nostre emozioni, molto difficili da nascondere, come l’ansia, la paura o la gioia. Inoltre, la comunicazione non verbale permette al soggetto di esprimere se stesso, i propri stati d’animo, senza utilizzare le parole.
A questo proposito, la comunicazione non verbale si rivela fondamentale nel processo di sviluppo del bambino poiché gli permette di interagire con gli altri e comunicare i suoi bisogni e le sue emozioni anche prima di aver imparato a parlare. Anche il bambino è un soggetto sociale, infatti, la comunicazione non verbale è presente sin dalla nascita: ad esempio, il neonato piange per esprimere il proprio disagio.

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