ANALISI DEL TESTO AMICI DAVVERO

Il passo “Amici davvero” del sociologo Francesco Alberoni, tratto dal saggio “L'amicizia”del 1984, illustra le caratteristiche di un'amicizia duratura e il tipo di amici su cui fare affidamento.
Il testo si divide in sette sequenze. Nella prima sequenza, dalla prima alla sesta riga, con il titolo “Amici di una vita”, Alberoni afferma che esistono amicizie che durano tutta la vita e che sull'amico, considerato un membro della famiglia, si è abituati a fare sempre affidamento. La seconda sequenza, dalla settima alla ventiquattresima riga, con il titolo “Dov'è l'amico?”, illustra le varie tipologie di amicizie, sia quelle spirituali che possono continuare anche a distanza, sia quelle caratterizzate dalla familiarità che si poggiano sulle occasioni regolari di incontro. Le amicizie durature, inoltre, nate sia nell'ambiente scolastico che in quello professionale, si alimentano con i problemi, poiché questi sono occasione di incontro.

La terza sequenza, dalla venticinquesima alla ventisettesima riga, con il titolo “L'amico è di tutti”, afferma che l'amico viene condiviso con i familiari e se si tratta di una coppia, eventualmente con figli, si può parlare di un'amicizia fra due famiglie. Nella quarta sequenza, dalla ventottesima alla trentaquattresima riga, con il titolo “Quando l'amicizia diventa simile all'innamoramento”, Alberoni afferma che di regola, quando si vive una fase di intensità emotiva, se i due amici sono di sesso opposto, questi hanno una forte attrazione reciproca simile all'innamoramento. La quinta sequenza, dalla trentacinquesima alla quarantacinquesima riga, con il titolo “Non esistono abitudini e convenienze nell'amicizia duratura” spiega che, quando ciascuno dei due amici si installa nell'orbita vitale dell'altro, il legame profondo che si crea non scompare, e a distanza di anni riappare e si rinnova continuamente. Invece l'amicizia legata dall'abitudine e dalla convenienza è destinata a finire. La sesta sequenza, dalla quarantaseiesima alla cinquantaduesima riga, con il titolo “L'affetto accompagna gli amici”, approfondisce il moto d'affetto che caratterizza il dialogo tra gli amici e che rappresenta il profondo e sincero interesse che l'amico ha verso l'amico. Nell'ultima sequenza, dalla cinquantatreesima alla settantesima riga, con il titolo “L'amico è il tuo consigliere”, Alberoni conclude dicendo che è caratteristica dell'amico quella di saper dare un giudizio o un consiglio e quella di saper trasmettere esperienze che ci insegnano a vedere la realtà in maniera più nitida.
Alberoni si avvale di esempi per rendere più comprensibili le proprie argomentazioni. Trattando l'argomento delle occasioni durante le quali si consuma l'amicizia, egli utilizza tale esempio: “Ogni volta che qualcuno sta male, l'amico telefona al medico, cioè all'amico. Gli riversa addosso le sue ansie, i suoi problemi e l'altro, pazientemente, li risolve”. Oppure Alberoni cita alcune domande che gli amici sono soliti porsi per sottolineare, tramite questi esempi, l'affetto che accompagna l'amicizia: “Come stai? Stai bene?”. Il noto sociologo cita anche alcuni casi in cui i bambini chiamano gli amici dei genitori zio e zia, evidenziando il forte legame che si ha con l'amico trasformatosi in un familiare.
Francesco Alberoni indirizza il libro, dal quale è tratto il passo, a un pubblico giovane, istruendolo e insegnando a questo le caratteristiche dell'amicizia autentica poiché i giovani raramente vivono tali esperienze. Quindi ammonisce le amicizie legate all'abitudine e alla convenienza, esaltando, invece, le amicizie durature su cui si può sempre fare affidamento. Alberoni scrive una sorta di manuale utile ai giovani, nel quale riporta esperienze e ragionamenti.
Particolare è la frase conclusiva del brano: “Nell'incontro (l'amicizia) non impone mai nulla, cerca sempre assieme”; infatti, secondo Alberoni l'amico interviene sempre con discrezione e offre la sua esperienza non come modello, ma come materiale che l'amico può, se vuole, utilizzare.
L'opera di Alberoni, incentrata sull'amicizia, affronta temi simili a molti romanzi, tra cui “L'amico ritrovato” di Fred Uhlman. Nel romanzo è narrata la storia della grande amicizia che unisce due adolescenti nella Germania del 1932, quando intolleranza e culto della razza ariana si stanno ormai diffondendo. Hans, protagonista del romanzo, figlio di un medico ebreo, ama la lettura, il teatro e vuole diventare poeta. L’arrivo in classe di Konradin, conte di Hoenfels, la cui eleganza e raffinatezza non derivano dal titolo nobiliare, suscita l’entusiasmo di Hans. La vita di entrambi cambia: nasce un’amicizia pura e disinteressata, forte e sincera, ma che viene spezzata l’anno successivo dall’esilio forzato di Hans. Il tema principale del romanzo è quello dell'amicizia, un'amicizia che non è dettata dall'abitudine e dalla convenienza, dove è presente il confronto e l'aiuto reciproco. Leggendo “L'amico ritrovato” si scopre che l’amicizia è un sentimenti puro, così forte da superare ogni ostacolo politico e sociale. Il romanzo di Uhlman è destinato a qualunque tipo di persona, esso è di facile e veloce lettura, appassionante e interessante sotto il profilo storico, ma soprattutto il libro è destinato a coloro che credono che non esista niente di più forte e sincero di un’amicizia.

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