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Il Neoclassicismo


Fu un movimento artistico, letterario e culturale che si diffuse in Europa tra la metà del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento. La parola indica un ritorno ai modelli e ai valori del mondo classico, indotto dal razionalismo illuministico che voleva definire con precisio l'arte e fissarne canoni.
Il teorico del neoclassicismo fu l'archeologo tedesco Gioacchino Winckelmann (1717-1768) che, nella Storia dell'arte defini la bellezza assoluta come opera esclusiva dell'arte.
Ne derivò un mito dell'Ellade che influi sulle arti figurative, sull'architettura, sulla letteratura.
Sulla straordinaria diffusione del neoclassicismo influirono vari fattori: l'orientamento razionalista della cultura del Settecento le scoperte archeologiche di Pompei e che, insieme alle rovine di Paestum. suscitarono un grande interesse per il mondo antico; l'orientamento del potere politico, sia di quello rivoluzionario sia di quello reazionario, che mirava a supportare la propria legittimità con la testimonianza dei poteri antichi, reperibili nella storia greca e in quella repubblicana romana per i giacobini, e in quella imperiale romana per le monarchie e Napoleone.
In italia si ebbero le espressioni migliori del neoclassicismo (essenzialmente con il Piermarini, che progettò il Teatro alla Scala di Milano, e il Nic che rifece facciata del Carlo di Napoli), nella scultura (con Antonio Canova, il celebre autore del gruppo marmoreo delle “grazie” ispirò il Foscolo ed è considerata l'opera emblematica del neoclassicismo italiano), nella pittura (con l'Appiani, uno dei pittori ufficiali di Napoleone)
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