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Parini - Struttura e contenuti delle Odi

Sono una raccolta di componimenti poetici scritti tra il ’55 e il ’65 del ‘700, periodo durante il quale vi fu un forte fermento illuminista.
Al loro interno torna in parte il discorso di Alfieri e Goldoni, in quanto anche lui ebbe dei legami con il caffè letterario, migliore espressione dell’illuminismo italiano che vedeva protagonisti i letterati del tempo.

Nel titolo è già presente una chiara ripresa dell’organizzazione che lo stesso Orazio aveva dato a una parte della sua opera “Odi ed Epodi” ed è bene ricordare che all’interno dell’opera si trova anche l’influsso, per quanto riguarda il genere, della classicità della poesia greca di Anacreonte (VII sec a.C.) che attraverso brevi componimenti celebrava temi politici, etici e politici, poiché saranno gli argomenti su cui si concentrerà anche Parini.
Da lui riprende soprattutto la funzione della poesia, ovvero contribuire alla politica attraverso la letteratura, considerata un mezzo per aiutare l’altro.
Seppur riprenda la tradizione, al contempo la rifiuta perché le poesie non sono vincolate da schemi metrici ben precisi: questa è una grandissima innovazione perché nelle altre poesie si trovavano sempre le rime.
Pertanto il suo è un guardare ai modelli classici ma senza una ripresa pedissequa, non svolge una copia ma crea qualcosa di nuovo rielaborando ciò che già esiste.
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