Sapiens Sapiens 15311 punti

Gli sdegni amorosi fra il Giovin Signore e la sua Dama

Dopo la cerimonia della toilette, a casa della dama arriva il Giovin Signore, atteso con grande impazienza dal marito che non vede l’ora di assaggiare i cibi. Con un gesto destramente compito, simile ad un automa, il Cavaliere porge il suo saluto alla dama
Intanto essa ti porga la mano destra: e mollemente lascia cadere un doppio bacio sopra i tiepidi avori. Quindi siediti; e con una mano trascina verso di lei lo sgabello. Ognuno tace; ma tu, curvato verso di lei, sussurrale parole non udite da altri a cui fanno seguito un breve scambio di sorrisi e uno sfavillare di luci degli occhi che dimostri un sentimento amoroso o che almeno faccia finta. Ma ricordati, o Signore, ai cuori innamorati è troppo nociva una lunga ed ostinata tranquillità. La bonaccia è ancora pericolosa sull’oceano: quante volte, il buon nocchiere, immobile sulla prora, invocò la tempesta e gli fu negato persino un soccorso così pericolo; e giacque a terra affamato, assetato, senza forze, oppresso dall’aria irrespirabile in mezzo al suo equipaggio ormai spossato e reso inoperoso dalla bonaccia. Perciò ti sia utile ricordare le vicende della notte passata con parole ambigue ed insinuanti: o se nel volto più del solito appagata, fu vista accogliere l’ospite straniero appena giunto; e attendere la soavissima rugiada delle parole straniere con le belle labbra semiaperte [le labbra semiaperte rendono un impressione di morbidezza, di languore come deriva da certi atteggiamenti sofisticati visibile nella ritrattistica settecentesca], come quelle di una conchiglia marina.; o se con troppo interesse ed evidente desiderio delle sue doti virili con lo sguardo accompagnò di palchetto in palchetto il seguace di Marte (l’ufficiale militare), idolo che non fa dormire tutte le donne, alla cui chioma si intrecciano con l’ alloro della guerra quelli di Venere, [cioè la fama delle vittorie amorose. Da notare che a proposito delle vittorie amorose viene utilizzato il plurale mentre l’alloro conquistato in guerra è immaginato al singolare]. Colpevole od innocente, allora la bella dama, improvvisamente adombrerà la sua fronte di un velo di vero sdegno o forse simulato; e scuoterà un po’ la sua spalla teneramente morbida come soffice neve; e premerà con i denti il labbro inferiore: ed infine si volgerà verso altri spasimanti che renderà felici con le sue ultime parole. Te felice, o Signore, se riuscirai a condurla disdegnosa e mesta alla mensa; e se riuscirai a farle superare appena un po’ la nausea totale dei cibi [Nel Settecento per una dama era molto fine mostrarsi disdegnosa per qualsiasi cibo le fosse offerto]. Sorridano pure ai vostri dolcissimi sdegni, e l’uno percuota l’altro con il proprio gomito malizioso: ah, nonostante ciò i loro animi fremono; e quanta invidia provano nei tuoi confronti nel vedere che solo tu sei fatto segno a ire così aggraziate!
Hai bisogno di aiuto in Autori e opere 700?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email