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Illuminismo, autori


Jean-Jacques Rousseau - Discorso sull’origine dell’ineguaglianza (1754)


Nato a Ginevra nel 1712 da una famiglia di piccoli artigiani calvinisti.
Nella sua vita imparò vari mestieri da autodidatta e si spostò a vivere in varie città, in seguito nel 1742 si stabilì a Parigi dove iniziò a frequentare i philosophes, i quali gli fecero conoscee i princìpi dell’umanesimo.
Nel 1750 vinse il premio dell’accademia di Digione con il Discorso sulle scienze e sulle arti.
Le sue idee lo portarono ad andare contro a quelle dei philosophes che, per mano dell’arcivescovo di Parigi e del parlamento, iniziarono a perseguitarlo. Rousseau era esasperatamente convinto che, dietro questo complotto, ci fossero i philosophes con le loro idee.
A causa di ciò, Rousseau scappò in Svizzera e poi in Inghilterra. Infine andò a passare gli ultimi anni di vita in Francia dove morì nel 1778.

Charles de Secondat de Montesquieu - Lo spirito delle leggi (1748)


Charles de Secondat, barone di Montesquieu, nacque a Bordeaux nel 1689 da una ricca famiglia che lo fece studiare in un collegio di religiosi.
Ad Amsterdam nel 1721 pubblicò anonimamente le Lettere persiane, un romanzo epistolare dove due turisti che persiani che visitano la Francia scrivono ai loro amici rimasti in Persia le loro considerazioni in merito a questo paese.
Con tale pretesto l’autore esprime i suoi giudizi più severi e le osservazioni sulla vita francese, criticando con una satira mordente le istituzioni, gli usi e gli abusi di una società rigidamente legata ai suoi vecchi princìpi.
Dopo questa pubblicazione, Montesquieu viaggiò molto e per tre anni si stabilì in Inghilterra.
Successivamente a Parigi dove, dal 1736 in poi si ritirò a vita privata per dedicarsi agli studi.
Morì a Parigi nel 1755.
Nello spirito delle leggi (1748), l’autore afferma che le leggi non hanno valore assoluto ma devono adattarsi alla situazione geografica, economica e climatica del paese e non più le persone devono adattarsi alle leggi.
Montesquieu aspira a un rinnovamento politico, uno stato ideale che coincide con la repubblica, basato sull’uguaglianza fra tutti i cittadini.

Cesare Beccaria - Dei delitti e delle pene (1764)


Filosofo, economista e nonno di Manzoni, Cesare Beccaria nacque a Milano nel 1738l da una famiglia nobile e ricca. Laureatosi in legge a Pavia nel 1758 strinse rapporti coi fratelli Verri, aderì all’Accademia dei Pugni e insieme a loro, scrisse per il periodico “Il Caffè” articoli in difesa dell’importanza dei giornali come strumenti di diffusione di cultura.
Aperto alle idee illuministe scrisse e pubblicò anonimamente l’opuscolo Dei delitti e delle pene (1764), che ebbe grandissimo successo soprattutto tra gli illuministi francesi ma anche in tutta Europa.
Convinto di trovare un consenso all propria opera, nel 1766 si recò a Parigi insieme ai fratelli Verri. Il viaggio si rivelò un totale fallimento e ruppe i rapporti coi due fratelli.
Nel 1771 fu nominato in Austria, membro del Supremo consiglio di economia e diede un notevole contributo alle riforme di Maria Teresa e Giuseppe d’Asburgo. Morì in seguito a Milano nel 1794.
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