Ominide 2147 punti

L’odio per la tirannide


Il motivo che domina la visione del mondo alfieriana è l’odio per la forma di governo espressa dall’ancien regime, la tirannide. Tutta la sua opera è ispirata a tale motivo, e per la celebrazione della libertà.
Ciò emerge anche dai due trattati “della tirannide” e “del principe e delle lettere”, che contengono il suo pensiero politico e la sua concezione della poesia e della vita, a conferma del fatto che per lui ideologia e poetica sono legati.
Nei due libri “Della tirannide”, sono delineate la figura del tiranno e dell’anti-tiranno, cioè dell’uomo libero. Nel primo libro definisce cos’è il tiranno e la tirannide, nel secondo illustra i rimedi contro questa forma di potere.
Tirannica è un’autorità che si pone al di sopra della legge, che opprime gli uomini e li costringe a vivere nella paura. Per Alfieri la paura agisce sugli oppressi e può trasformarsi in coraggio.
La tirannide si mantiene con tre sostegni: la milizia, la religione cristiana che impone cieca obbedienza e la nobiltà, oziosa ed inutile.
A questi spiriti liberi egli prospetta tre soluzioni: il suicidio, l’isolamento nell’ozio letterario o il tirannicidio, ovvero l’attentato alla vita del tiranno.
Nel trattato “Del principe e delle lettere” Alfieri approfondisce il discorso sulla libertà, concentrandosi sul ruolo dell’intellettuale di fronte al potere. Da una parte il principe e dall’altra le lettere, definite come l’arte di insegnar dilettando e di commuovere, coltivare e bene indirizzare gli umani affetti.
La formazione di Alfieri è tipica dei Lumi. Le sue letture, i viaggi, gli innamoramenti, le idee liberatorie, sono elementi che lo colloca nella cultura del Settecento. La stessa idea di libertà deriva dalla cultura illuministica conosciuta attraverso la lettura di Voltaire e Montesquieu.
Hai bisogno di aiuto in Autori e opere 700?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità