
Caterina Giacalone è una docente di lettere di Alessandria che ha fatto quello che lo Stato chiede ai suoi precari: ha studiato, ha affrontato il concorso PNRR2 e lo ha vinto.
Ma in questo 2026, la sua vittoria si è trasformata in un bivio impossibile. Incinta, con una gravidanza a rischio, Caterina si è scontrata con un muro burocratico: per ottenere il ruolo deve frequentare un percorso abilitante obbligatorio di 276 ore in pochi mesi.
Peccato che quei mesi coincidano con i primi giorni di vita di suo figlio. La risposta iniziale dell'amministrazione? "La normativa non lo prevede".
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La lettera aperta: "Non chiedo mimose, ma diritti"
Davanti al rischio di veder sfumare anni di sacrifici, la professoressa ha deciso di non restare in silenzio, scrivendo direttamente alla Premier Meloni e ai ministri Valditara e Bernini. Le sue parole sono un manifesto che scuote le coscienze in un Paese colpito dal gelo demografico.
"Non chiedo privilegi, né mi interessano le mimose o gli auguri in questa Giornata. Chiedo soltanto che vengano riconosciuti i miei diritti di madre e quelli di mio figlio", scrive Caterina, sottolineando l'assurdità di un sistema che premia il merito ma ignora la vita biologica.
"Se non mi prendo cura di mio figlio, chi lo farà al mio posto? Non si possono pretendere insegnanti eccellenti se prima non si sostengono adeguatamente i genitori".
Il peso dell'abilitazione e l'allattamento
Il problema non è solo burocratico, ma profondamente pratico ed economico. L'abilitazione oggi è un percorso a ostacoli che costa circa 2.500 euro e richiede una presenza costante.
Per Caterina, la frequenza è fisicamente incompatibile con le esigenze di un neonato: "Mio figlio non è svezzato. Non frequenta il nido. È allattato esclusivamente al seno".
La sua richiesta era solo una: congelare temporaneamente la carriera e posticipare il corso. Una flessibilità che, fino a poche ore fa, sembrava un miraggio proibito.
La replica di Valditara: "Nessun contraccolpo alla carriera"
Il caso è arrivato sul tavolo del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che è intervenuto oggi, lunedì 9 marzo, per rassicurare la docente e tutto il personale in condizioni simili. Secondo il ministro, le disposizioni per accettare le iscrizioni ai corsi posticipando la frequenza in caso di maternità sono già state date in passato e restano valide.
"Ci tengo a rassicurare la professoressa di Alessandria", ha dichiarato Valditara, annunciando che il dipartimento del Ministero contatterà l'Ufficio Scolastico del Piemonte per sbloccare la situazione. "La professoressa non ha dunque motivo di preoccuparsi: la sua carriera non subirà contraccolpi".
Una vittoria per Caterina, che potrà essere madre e insegnante di ruolo, segnando un precedente fondamentale per migliaia di altre docenti precarie.