Tutti sui banchi, l'attimo fuggente degli studenti

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

iniziativa di unione degli studenti per invitare i ragazzi a partecipare alla manifestazione del 10 ottobre 2014

Comincia l'autunno caldo delle proteste studentesche: così a ridosso del grande appuntamento della manifestazione nazionale del 10 ottobre, si scaldano anche i social network. I ragazzi di Unione degli Studenti hanno infatti lanciato gli hashtag #entrainscena e #10o, invitando gli studenti delle scuole e, perchè no, anche gli universitari, a partecipare ad una particolare "nomination", con l'intento di formare una nuova "catena" virale che si diffonda su Facebook e Twitter. Basta salire sui banchi e postare la propria foto corredata di hashtag: il gesto emblematico è ripreso dal film L'Attimo Fuggente, che vedeva protagonista il premio Oscar Robin Williams, recentemente scomparso. L'attore vestiva i panni di un indimenticabile professore ribelle che educava i propri alunni alla poesia ma, anche alla consapevolezza dei propri diritti.



L'ATTIMO FUGGENTE DEGLI STUDENTI - L'attimo fuggente degli studenti sembra essere proprio essere quello in cui potranno scendere in piazza per la scuola, secondo Unione degli Studenti. Il sindacato studentesco si muove verso la manifestazione nazionale che avrà luogo il 10 ottobre nelle piazze delle nostre città, coinvolgendo sui social network i ragazzi di tutta Italia. E qualcuno già risponde all'invito ed è salito sui banchi di scuola. Forse, urlando "O Capitano, mio capitano!". "Saliamo sui banchi"- dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale UDS - "perché da anni assistiamo a una drastica diminuzione degli investimenti pubblici sull'istruzione, che insieme al welfare riteniamo essere la via d'uscita da un futuro di precarietà e subalternità che ci viene imposto"


I MOTIVI DELLA MANIFESTAZIONE - Il sindacato studentesco fa sapere che la manifestazione servirà in primo luogo a far sentire la voce degli studenti: le consultazioni online che il governo ha messo a disposizione per discutere sul piano di riforme La Buona Scuola, infatti, non sono considerate sufficienti: "Non ci accontentiamo di essere chiamati a rispondere per soli due mesi a temi calati dall'alto. Esigiamo processi di partecipazione reali e duraturi, che tengano conto delle rivendicazioni che abbiamo avanzato in anni di mobilitazioni". UDS chiama poi a raccolta gli studenti in piazza su temi ben precisi: "per un'istruzione gratuita, pubblica e di qualità, per il reddito di formazione, per il welfare, per gli spazi sociali, per un altro modello di didattica e valutazione; per dire no alla scuola-impresa, alla scuola della competizione Renzi-Giannini, al conferimento di nuovi poteri ai presidi, all'ingresso dei privati nelle nostre scuole, per dire basta alla precarietà".

Carla Ardizzone

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