redazione
Autore
4 min lettura
studente infortunio scolastico

Guardare non è bastato a tenerlo lontano dal rischio. È accaduto a Bologna, durante una lezione di educazione fisica: uno studente, da poco rientrato a scuola dopo un infortunio al braccio, è stato lasciato a bordo campo senza compiti alternativi, finché non ha deciso di unirsi agli altri. È caduto, si è fatto male di nuovo e ora la scuola è stata condannata a risarcirlo.

La sentenza è arrivata direttamente dal Tribunale e riguarda un episodio avvenuto nel 2020, quando il ragazzo, all’epoca tredicenne, frequentava la terza media. L'insegnante gli aveva vietato di partecipare all'attività fisica, ma non lo ha affidato a un collaboratore scolastico né gli ha assegnato altre mansioni. Così, durante una pausa di disattenzione, il giovane si è inserito nel gioco e si è procurato una nuova frattura allo stesso braccio da poco guarito.

Indice

  1. Il contesto
  2. La caduta e il nuovo infortunio
  3. "Doveva essere affidato a un collaboratore"
  4. Risarcimento in arrivo

Il contesto

Secondo quanto ricostruito durante il processo, lo studente era stato da poco dimesso dopo una frattura al braccio destro causata da un incidente domestico. Per questo motivo, risultava ufficialmente esonerato dalla partecipazione alle attività motorie.

Quel giorno, però, la classe si trovava ai Giardini Margherita per una lezione all’aperto. L’insegnante, pur avendogli impedito di prendere parte agli esercizi, lo ha lasciato lì, a osservare i compagni intenti a fare stretching.

Secondo il legale della famiglia, questa gestione passiva dell’esonero avrebbe contribuito direttamente all’infortunio. Il ragazzo, “senza alternative”, avrebbe finito per cedere alla tentazione di unirsi agli altri.

La caduta e il nuovo infortunio

Il momento decisivo si è consumato in pochi secondi. Approfittando di un attimo di distrazione della docente, impegnata a organizzare la prova di frisbee, il tredicenne ha iniziato a giocare. È caduto e ha riportato una frattura biossea dell’avambraccio, con una nuova ingessatura e una prognosi di 35 giorni.

L'episodio ha dato avvio a un contenzioso tra la famiglia dello studente e la scuola, rappresentata in aula dall’Avvocatura dello Stato. Il Tribunale, con sentenza di primo grado firmata dalla giudice, ha attribuito alla scuola il 50% della responsabilità per l'accaduto.

"Doveva essere affidato a un collaboratore"

Le motivazioni sono chiare. Secondo i giudici, come riporta il 'Corriere di Bologna', “ciò che fa sorgere la responsabilità dell’istituto è il fatto di non aver predisposto e attuato tutte le misure necessarie, in senso anche probabilistico, a impedire l’evento”.

La scuola avrebbe dovuto affidare l’allievo a un collaboratore scolastico, “anche solo in occasione del momento in cui la docente svolgeva attività che le impedivano un controllo visivo”. Un’omissione che, unita alla mancanza di compiti alternativi, ha creato le condizioni per l’infortunio.

Non è bastato, insomma, vietare verbalmente la partecipazione: per i giudici, la semplice presenza accanto ai compagni ha alimentato la voglia di giocare. La docente, inoltre, “non si è premurata di trovargli un’attività educativa che non fosse il semplice osservare quella dei compagni, pur conoscendone l’irrequietezza”.

Risarcimento in arrivo

La famiglia ha chiesto un risarcimento di circa 15 mila euro. Il Tribunale si è riservato di stabilire l'importo esatto con un'apposita ordinanza. Il ragazzo, nel frattempo, ha compiuto diciott’anni.

Skuola | TV
E ADESSO? La verità su cosa fare dopo la maturità

Rivedi lo speciale di Skuola.net e Gi Group dedicato a tutti i maturandi che vogliono prendere una decisione consapevole sul proprio futuro grazie ai consigli di esperti del settore.

Segui la diretta