Maturità 2016, Giannini: se fosse un colore, sarebbe verde

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Di manliogrossi

Maturità 2016: il Ministro Giannini ospite della nostra videochat il 21 giugno

A poche ore dalla prima prova di maturità, saranno tante le domande che affolleranno la tua mente. Come si svolgerà la prova? Cosa è possibile portare e cosa no? Inutile chiedere ai tuoi compagni, ‘siete tutti sulla stessa barca’, è proprio il caso di dire. Tranquillo, noi di Skuola.net corriamo in tuo aiuto ma questa volta saremo ancora più efficienti del solito. Di cosa stiamo parlando? Tieniti pronto, la notizia è di quelle che possono cambiati la giornata: martedì 21 giugno alle ore 17 in punto è stata ospite in una nuova puntata della Skuola | Tv il ministro dell'Istruzione in persona: Stefania Giannini.

Rivedi la puntata della Skuola|Tv con il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini dal minuto 22

IN TANTISSIMI A SEGUIRE LA VIDEOCHAT - Sono stati in 30.000 ad astenersi dallo studio per una mezz’ora ed ascoltare le parole del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ospite di Skuola.net per una videochat in diretta con i maturandi che domattina affronteranno gli Esami di Stato. Nel corso dell’intervista, il Ministro ha risposto ad alcune tra le circa mille domande arrivate alla redazione del sito nei giorni scorsi. Cercando di chiarire ogni dubbio e di dare preziosi consigli per affrontare al meglio le prove di maturità.

PRIMA PROVA MATURITA': QUALCHE INDISCREZIONE? - Come era ovvio aspettarsi, bocche cucite sulle tracce della prima prova maturità 2016, gelosamente custodite sotto chiave al Ministero. Ma il Ministro ha comunque voluto dare un indizio ai maturandi: verde. Un colore che ispira speranza e tranquillità ma dietro cui potrebbe celarsi lo spunto per capire almeno una delle tracce di domani. Immancabili, però, i consigli della vigilia. Una ricetta, quella della Giannini che poggia su tre cardini: “Non bere alcolici, non ripassare – ma farlo al massimo fino all’ora - e dormire il più possibile”. La Giannini ha rassicurato poi gli studenti: “domani mi vorranno più bene dopo avere letto le tracce”.

CAMBIAMENTI IN VISTA? - Il ministro Giannini ha colto però l’occasione per rispondere alle critiche che ultimamente sono state rivolte alla maturità: “Non è assolutamente una prova da buttare via – ha sottolineato - Molti paesi, anzi, la stanno riconsiderando per modificare i propri sistemi di valutazione. È la prima prova in cui si deve gestire il rapporto con persone estranee e insegna a gestire l’ansia. Da questo momento gli “esami di maturità” saranno tantissimi nella vita di ogni ragazzo”. Da qui alla valutazione sulla composizione delle commissioni il collegamento viene naturale; perché c’è qualcuno che vorrebbe tornare a tutti membri interni. Anche su questo punto Stefania Giannini ha voluto essere chiara: “Qualcuno dall’esterno è importante per non ricreare il clima della classe; è una garanzia di imparzialità, un indicatore che certifichi il livello di maturità della persona”.

Ma non esclude, anzi promette, dei cambiamenti: “La maturità in Italia valorizza ancora le conoscenze; è indubbio che, però, abbia bisogno di un tagliando – chiosa il Ministro - Lo stiamo facendo; l’anno prossimo ci saranno delle sorprese. Per dare agli studenti un esame sempre più aggiornato, che apra verso il futuro; sia esso all’università o nel mondo del lavoro”.
Una transizione che, però non sembra passare attraverso l’abolizione delle prove orali, come nei modelli anglosassoni: “Lo scritto è importantissimo e deve diventare sempre più il cardine della valutazione. Ma la potenzialità che dà una scuola che verifichi come si sa argomentare e difendere le proprie idee è preziosa; quando si va a fare qualunque tipo di professione questo è un elemento che ancora contraddistingue gli studenti italiani, anche all’estero”.

ALTERNANZA SCUOLA LAVORO E SCUOLE APERTE - L’incontro, però, è stato anche l’occasione per affrontare argomenti non propriamente attinenti con l’Esame di Stato. Scuole aperte d’estate, università, alternanza scuola-lavoro: tutti temi che, sicuramente, interessano la maggior parte degli studenti italiani; maturandi compresi.

“Scuole aperte d’estate”, ad esempio, è un progetto a cui il ministro Giannini tiene molto; già partito in via sperimentale: “Già da luglio le scuole rimarranno aperte in 4 grandi città (Roma, Milano, Napoli, Palermo). Per quest’anno ci siamo concentrati sui quartieri più complicati, quelli in cui se la scuola rimane aperta è meglio, per tentare di distogliere i ragazzi da frequentazioni pericolose”. All’interno delle scuole, però, non si farà la normale didattica: “La scuola diventerà un centro d’aggregazione, un punto di riferimento per i ragazzi, in cui poter fare sport, musica, teatro”. Un progetto destinato a espandersi nei prossimi dodici mesi: “Quest’anno sono stati investiti 12 milioni di euro; già l’anno scolastico che verrà saranno 120 i milioni di euro stanziati per potenziare l’iniziativa”.
Tra gli altri temi trattati durante la videochat, la scuola che verrà; un percorso di rinnovamento che parte dall’attuazione della legge sulla “Buona Scuola” e che dovrà passare per alcune grandi macro-aree. Come l’alternanza scuola-lavoro: “Un’iniziativa importante che dà la possibilità di fare, di mettere in pratica quello che si è imparato. È vero – dice la Giannini - è complicato attuarla appieno, le scuole fanno fatica a mettere regime il sistema. Ma ci stiamo lavorando: già sono 800mila i ragazzi che quest’anno lo hanno potuto toccare con mano, saranno 1 milione e mezzo nel prossimo triennio”. L’idea è che diventi parte dell’esame di maturità del futuro, naturalmente una volta entrato pienamente a regime.
Ci sono, poi, le tanto discusse prove Invalsi: “Deve diventare una prova che accompagni gli studenti in un percorso a tappe, durante tutto l’iter degli studi – afferma il Ministro – che sia scollegato dalla normale valutazione. Per verificare, a intervalli regolari, il livello dell’apprendimento”.
Una scuola che, però, nei piani del Miur deve diventare sempre più pratica con “laboratori e attività didattiche che preparino al mondo del lavoro”. Uno dei punti qualificanti della “Buona scuola” è stato proprio l’investimento sui laboratori: “Ne apriranno di territoriali, per mettere a sistema scuole, enti locali, aziende; ma – assicura il Ministro - verranno rinnovati anche quelli nelle scuole. Con qualche anno si arriverà ad avere un parco laboratori completamente rinnovato”.


Manlio Grossi

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