Federico Bianchetti
Autore
stefania costantini

Ammettilo: anche tu sei rimasto ipnotizzato dallo sguardo di Stefania Costantini quando prende la mira. Concentrazione pura e quella giusta dose di tigna che fa la differenza nelle gare che contano.

Senza quella grinta è difficile anche solo arrivare a un'Olimpiade, figuriamoci vincere una medaglia.

E se dopo l'oro di Pechino 2022 nel doppio misto insieme ad Amos Mosaner – il primo nella storia del curling italiano – qualcuno avesse ancora dubbi, il bronzo conquistato a Milano-Cortina 2026 non fa che confermare: Stefania è entrata di diritto nella leggenda di questo sport.

Due medaglie olimpiche, una vinta in trasferta e una davanti al pubblico di casa. Roba da pochissimi. 

Il bello è che Stefania aveva le idee chiare già tra i banchi di scuola, quando scrisse su un biglietto quello che all'epoca sembrava solo un sogno: "diventare atleta olimpica".

Indice

  1. Dal diploma alle medaglie olimpiche
  2. Il biglietto profetico del 2013
  3. Docente per un giorno in Brasile

Dal diploma alle medaglie olimpiche

Classe 1999, a soli 27 anni, Stefania è già la regina indiscussa del curling italiano. Mentalità, precisione e sangue freddo la rendono probabilmente una delle atlete più performanti sulla scena mondiale.

Dopo le scuole medie Stefania si iscrive all'Istituto Tecnico Economico, dove si diploma nel 2018 con 100/100. L'università? Sarebbe voluta andare, come ha raccontato alla Gazzetta dello Sport dopo la vittoria a Pechino: "Per fare l'università avrei dovuto trasferirmi, ma avevo un sogno da realizzare".

E quel sogno era diventare una campionessa.

Prima di partire per la Cina, Stefania lavorava in un negozio di abbigliamento. "Mi sono licenziata poco prima dei Giochi. Non ringrazierò mai abbastanza il mio capo: mi ha appoggiata in tutto", ha raccontato. Appena arrivata a Pechino è arrivato l'arruolamento nelle Fiamme Oro: "Vuol dire tanto".

Il biglietto profetico del 2013

Era il 2013 e Stefania era una studentessa delle superiori con le idee chiarissime. Il suo allenatore Michele Gusella conserva ancora un foglio a quadretti dove la giovane atleta aveva scritto nero su bianco cosa voleva diventare da grande: interprete (dopo una laurea in lingue) e atleta olimpica.

"Già allora Stefania faceva vedere di che pasta fosse fatta: era volitiva, determinata, non mollava mai", ha raccontato Gusella a Il Gazzettino nel 2022. "Sapeva a cosa puntare e da allora ha lavorato per riuscire a partecipare alle Olimpiadi: ci è riuscita e ha fatto molto di più".

Docente per un giorno in Brasile

Dopo l'oro di Pechino, la Federazione sportiva invernale del Brasile la invita come docente per un giorno alla scuola internazionale italiana Eugenio Montale.

Stefania, che nel frattempo aveva sostenuto l'esame per diventare agente della Polizia di Stato, vola così oltreoceano per insegnare ai ragazzi cos'è il curling.

"È un bene che il nostro sport si possa espandere in tutto il mondo, ma soprattutto che ci siano più nazioni competitive", ha dichiarato. E parlando di Milano-Cortina 2026, dove ora è di nuovo protagonista: "Partecipare ai Giochi già è motivo di soddisfazione e orgoglio, in casa è qualcosa di ancora più speciale".

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