
A Modena l'atmosfera si fa "da stadio", ma non per un derby. Da oggi lunedì 26 gennaio, negli istituti superiori della città debuttano ufficialmente gli School Tutor.
Proprio come gli steward che controllano i tifosi o gli street tutor che presidiano la movida notturna, queste nuove figure arrivano davanti ai cancelli per garantire che la giornata scolastica non si trasformi in un episodio di cronaca nera.
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Chi sono e cosa faranno le "sentinelle" degli studenti
Questi otto operatori, selezionati e formati ad hoc, sarebbero figure di raccordo tra il mondo scolastico e le autorità. Saranno divisi in quattro pattuglie e si riconosceranno subito grazie a un giubbino fluorescente. Il loro compito principale sarà quello di monitorare le aree esterne e le fermate degli autobus, intervenendo direttamente per sedare sul nascere piccole liti o episodi di bullismo.
In situazioni di "bassa tensione", i tutor agiranno come mediatori, ma la musica cambia se lo scenario degenera. In caso di episodi gravi come lo spaccio di droga, furti o rapine, gli School Tutor hanno un filo diretto con la Polizia Locale e le altre forze dell’ordine per richiedere un intervento immediato.
Saranno operativi dal lunedì al sabato, proprio negli orari più delicati per la sicurezza degli studenti: dalle 11:30 alle 14:30, ovvero durante la fase d'uscita e il deflusso verso i mezzi pubblici.
Le zone calde e gli istituti coinvolti
Come scrive Quotidiano.net, il piano di sicurezza urbana integrata voluto dal sindaco si concentrerà sui poli scolastici ritenuti più a rischio. Tra questi figurano il Polo Leonardo con gli istituti Selmi e Corni, ma anche il Wiligelmo e il Guarini in viale Corassori. Non resteranno scoperte nemmeno le zone centrali, con il presidio fissato presso l’istituto Barozzi e la sede del Corni in Largo Aldo Moro.
La necessità di questa stretta è figlia di mesi difficili. Solo poco tempo fa, in uno degli istituti, l'uso di uno spray urticante tra i corridoi ha causato il panico e diverse intossicazioni tra i ragazzi. A questo si aggiungerebbero episodi di microcriminalità all'interno e all'esterno dei plessi, che avrebbero come vittime proprio gli studenti.