A Roma, nel Municipio III, la scuola “Parco dei Bambini Montessori” di via della Bufalotta ha chiuso i battenti, lasciando 115 bambini tra i sei mesi e i sei anni senza aula e 25 tra educatrici e ausiliarie senza lavoro.
La comunicazione è arrivata via email, in serata, pochi giorni prima dello stop definitivo. Da lunedì le famiglie dovranno trovare una nuova sistemazione per i figli, rinunciando a una scuola privata convenzionata con il territorio.
Una decisione che arriva dopo mesi di verifiche, tensioni e ricorsi annunciati, e che ora apre un’emergenza concreta per decine di nuclei familiari.
Indice
La chiusura improvvisa e la comunicazione via email
L’ultima giornata di attività si è consumata in un clima sospeso. Genitori e personale hanno ricevuto la notizia solo lunedì sera, con un messaggio che annunciava la fine immediata delle lezioni. Il motivo ufficiale è la decadenza delle autorizzazioni al funzionamento dell’asilo nido privato, disposta dal Municipio III il 2 febbraio.
Dietro il provvedimento, però, si intrecciano questioni amministrative ed edilizie che da tempo gravavano sulla struttura. Il risultato è una chiusura immediata, a pochi mesi dalla fine dell’anno scolastico, che costringe le famiglie a una ricollocazione d’urgenza e il personale a interrompere bruscamente il rapporto di lavoro.
La denuncia anonima e i controlli dell’Asl
La vicenda, fa sapere ‘Avvenire’, prende avvio la scorsa estate, quando una lettera anonima – firmata da chi si definiva genitore e dipendente – segnala presunte irregolarità: altezza dei locali, strutture esterne, parcheggio ritenuto non conforme, criticità legate al vitto.
Da quell’esposto sono partiti sopralluoghi dell’Asl e interventi che hanno portato alla chiusura della mensa e alla rimozione di alcune strutture esterne.
Secondo le famiglie, tuttavia, durante i controlli non sarebbero emerse situazioni di pericolo immediato per i bambini, fatta eccezione per alcuni infissi giudicati non a norma. La scuola avrebbe sostituito la mensa con un servizio catering, chiuso alcune aule e adottato soluzioni temporanee per adeguare i vetri in attesa di interventi definitivi.
I genitori avevano chiesto di posticipare la chiusura all’estate, per evitare un doppio cambio di scuola in pochi mesi. La richiesta non è stata accolta.
Problemi noti da anni e il ricorso al Tar
Le criticità strutturali non sarebbero recenti. Alcune non conformità risultavano note fin dagli anni Ottanta, con una prima domanda di condono presentata nel 1985 e archiviata solo nel 2024. Altre pratiche, risalenti agli anni Novanta e Duemila, sarebbero ancora pendenti.
Nonostante ciò, il rinnovo della convenzione con il Municipio era arrivato a fine settembre, quando la denuncia anonima era già stata depositata. Un elemento che alimenta l’amarezza delle famiglie, convinte che si potesse arrivare almeno a giugno.
La scuola aveva presentato ricorso al Tar, con udienza fissata per il 24 febbraio. A pochi giorni dall’appuntamento, però, la direzione ha scelto di rinunciare, chiudendo definitivamente l’istituto.
I bambini da ricollocare e l’impatto sulle famiglie
Per circa trenta bambini il Municipio III ha trovato subito una nuova sistemazione. Per molti altri, invece, si apre il rischio di restare a casa fino al prossimo anno scolastico. Un’interruzione brusca in una fase in cui la continuità educativa e la socializzazione hanno un peso decisivo.
Le famiglie parlano di un colpo improvviso: i figli salutano maestre, compagni, spazi familiari senza un percorso di accompagnamento. Le educatrici, da lunedì, saranno alla ricerca di una nuova occupazione. La sensazione diffusa è quella di una vicenda che si trascinava da tempo e che si è risolta nel modo più traumatico possibile.
Le testimonianze delle famiglie
"Pensavamo che in qualche modo con la buona volontà e la collaborazione si potesse andare avanti ed evitare un trauma che per i bambini può avere conseguenze negative molto importanti.
Cambiare scuola significa inserire i nostri bambini in nuovi plessi scolastici con gruppi già ben definiti, maestre totalmente sconosciute e nuove abitudini con forti ripercussioni sociali e psicologiche. É chiaro che tutto ciò comporta la concreta possibilità di mantenere i nostri figli a casa durante questi mesi interrompendo bruscamente un processo che in tenera età è fondamentale e necessario, ovvero quello della socializzazione" ha dichiarato Bera, mamma di due bimbe, alla nostra redazione.
"A pagare le conseguenze di tutto questo non saranno i veri responsabili, ma saranno i nostri figli, che venerdì abbiamo guardato in faccia con non so quale coraggio per dire loro che la scuola è finita. Non avranno più la loro stampella, i loro giochi, le loro maestre, amiche e amici" ha dichiarato Federica, mamma di due bimbi.
La commovente lettera delle maestre
“La chiusura della scuola è arrivata improvvisamente, dopo mesi di scarsa chiarezza e silenzio di fronte alle richieste di incontro da parte delle Clap, il nostro sindacato.
Siamo profondamente dispiaciute per quanto accaduto, se la Direzione e la società avessero davvero voluto il Parco dei Bambini si sarebbe potuto salvare” ha dichiarato una delle maestre della scuola.
Nel frattempo le docenti hanno scritto una commovente lettera di commiato ai bambini i quali, se la faccenda non si risolverà, dovranno frequentare un'altra scuola e salutare chi si è preso cura di loro fino ad ora.
