'Rapite' dal prof e interrogate a tutti i costi

interrogazione fuori orario prof trattiene studentesse

Squilla la campanella alle 13:20 e tutti i ragazzi fanno un respiro di sollievo: anche per oggi l'interrogazione è rimandata. Ma non è stato così per un utente di Skuola.net che viene da Catania: il suo profha insistito perché lei ed una sua compagna di classe rimanessero a scuola dopo la fine delle lezioni per poterle interrogare, e le ha trattenute per circa 40 minuti al buio in corridoio mentre il personale ATA intimava loro di andarsene per poter svolgere il suo lavoro di pulizia. Ma il comportamento dell'insegnante è corretto?

CAMPANELLA, TUTTI A CASA

- Non esiste un vero e proprio veto alla possibilità di prolungare per un periodo di tempo limitato l'orario scolastico, in caso di emergenza e quando tutti sono d'accordo. Certo è che fare una cosa del genere non è corretto nel caso in cui degli studenti, per di più minorenni, vengano trattenuti a scuola contro la propria volontà, limitando di fatto la loro libertà: la scuola non è la galera, e per quanto possa essere importante un'interrogazione, ogni studente ha il diritto di tornare a casa alla fine delle lezioni. A maggior ragione se, per essere interrogati, si è costretti a lasciare le aule e svolgere l'interrogazione al buio ed in piedi, mentre i bidelli svolgono le pulizie.

E SE QUALCUNO SI FA MALE?

- In casi del genere è difficile stabilire le responsabilità in caso di incidente. Se una delle due studentesse fosse scivolata al buio nel corridoio, magari bagnato per il lavoro dei bidelli? Le assicurazioni scolastiche coprono anche il tragitto da e verso casa dello studente, ma ciò che è sicuro è che l'insegnante è responsabile dei propri alunni, in particolar modo minorenni, finché sono sotto la sua sorveglianza. In tal caso, il professore ha rischiato sulla propria pelle pur di poter interrogare. Tuttavia, essendo dipendente pubblico, la responsabilità si estende alla pubblica amministrazione in virtù del principio organico ai sensi dell’art.28 della Costituzione. Il problema è che, però, ci sono stati casi in cui l'istituto si è tirato fuori da ogni responsabilità quando qualcuno si è fatto male al di fuori, anche di dieci minuti, dell'orario scolastico.

RISPETTO PER LE FAMIGLIE

- In più, le due ragazze avrebbero potuto avere l'esigenza di non ritardare il ritorno a casa per diversi motivi: una visita medica, attività sportive o piccoli lavori. Ma anche semplicemente per avere il tempo di fare i compiti per il giorno dopo o di mangiare dopo molte ore di digiuno a scuola. Le famiglie delle studentesse avrebbero poi dovuto essere avvertite per tempo del loro ritardo, senza dare per scontato che l'interrogazione dovesse venire prima di tutto: i genitori hanno atteso quasi un'ora le proprie figlie all'uscita, magari prolungando un permesso da lavoro o saltando un appuntamento? Oppure le hanno aspettate a casa più del dovuto, preoccupandosi? Sono cose a cui il professore non ha pensato o di cui, ci auguriamo, si sia accertato prima di prendere la sua decisione. Ma quel che ci chiediamo è se davvero non si potesse rimandare l'interrogazione all'indomani.

E a te è mai capitato di essere trattenuto a scuola dai prof più del dovuto?

Carla Ardizzone

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