Orientamento: fallo male e sarai disoccupato

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

un cattivo orientamento potrebbe condurre gli studenti ad un futuro da disoccupati

Lavoro e scuola non comunicano. Il 47% dei datori di lavoro lamenta di non trovare giovani preparati allo svolgimento della mansione richiesta. I dati del rapporto McKinsey resi noti la settimana scorsa parlano chiaro e sottolineano come la mancanza dell’alternanza scuola – lavoro sia tra le cause principali della disoccupazione giovanile. Così come un cattivo orientamento scolastico.

STUDENTI NON SCELGONO LA PROFESSIONALIZZAZIONE

- Infatti, sembrerebbe proprio che non focalizzarsi in maniera adeguata sull’orientamento alle scuole superiori possa portare un giorno ad essere disoccupati. Questo perché se non si sceglie la scuola in base ai fattori giusti si rischia di indirizzarsi verso un percorso di studi che non aiuta a creare occupazione. Anche in questo senso il rapporto McKinsey parla chiaro: l’Italia non si impegna abbastanza nella definizione di politiche formative orientate alle competenze e alla compensazione dello skill shortage, in termini pratici della carenza di abilità. Questo perché pochissimi ragazzi, dopo le superiori, scelgono un indirizzo scolastico coerente con il loro percorso di studi e solo il 34% si orienta verso la formazione professionale. Come mai?

COLPA DELLE SCUOLE?

- I motivi vanno ricercati proprio nell’orientamento alle scuole superiori che si svolge in terza media. Infatti, non di rado accade che gli insegnanti consiglino i ragazzi su cosa scegliere per gli anni avvenire basandosi esclusivamente sul loro andamento scolastico ed operando la seguente suddivisione: i più bravi al liceo, quelli meno ai tecnici e gli scansafatiche ai professionali. Ma quanti di loro tengono conto che sono proprio questi ultimi due indirizzi a garantire, oggi come oggi, di trovare un lavoro con più facilità?

LICEO: NON AIUTA A LAVORARE

- Sicuro è, per esempio, che i licei non forniscono ai ragazzi sufficienti skill per entrare nel mondo del lavoro, anche se li preparano per affrontare il mondo dell’università. Questo significa che se un ragazzo alla fine dell’ultimo anno di liceo decide di fermare il suo percorso di studi, difficilmente troverà un’occupazione e andrà ad aumentare il già nutrito esercito dei neet. Senza contare che anche qualora decida di proseguire gli studi frequentando l’università, bisogna che scelga la facoltà non solo in base alle sue passioni ma anche al mercato che hanno i suoi sbocchi professionali per evitare di trovarsi un giorno ad alimentare le fila dei disoccupati laureati.

ORIENTAMENTO E ALTERNANZA SCUOLA – LAVORO

- Ecco perché è importante che se ne parli a scuola già alla fine delle medie. I ragazzi devono scegliere cosa fare del loro futuro non solo basandosi sul loro andamento scolastico e su quello che più piace loro fare, ma anche rifacendosi all’attualità, capendo quali sono le professioni sulle quali si sta orientando il mondo del lavoro e iniziando al più presto a svolgere stage e tirocini che possano aiutarli a fare esperienza e maturare skill già fra i banchi di scuola. Insomma, orientamento e alternanza scuola – lavoro devono iniziare ad andare a braccetto.

E tu in base a cosa stai scegliendo la scuola superiore da frequentare?

Serena Rosticci

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