Giovani non possiedono abilità per lavorare

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

la disoccupazione: le lamentele dei datori di lavoro e la mancanza di capacità nei giovani laureati

La disoccupazione giovanile è arrivata ai massimi storici toccando il picco del 41.7%. Tutti i ragazzi la stanno vivendo sulla loro pelle, laureati compresi, come riferisce l’ultimo rapporto AlmaLaurea. Colpa solo della crisi? Stando ai dati del rapporto McKinsey presentato a Bruxelles sembrebbe proprio di no: i nostri giovani non trovano lavoro perché non possiedono le skills giuste, ossia le capacità attualmente richieste dai datori di lavoro.

LAUREATI A SPASSO - Che la laurea non sia più sufficiente a trovare un impiego non è più una novità, ma i dati resi noti da AlmaLaurea ci proiettano un quadro sempre più allarmante: se sono 2 giovani su 5 a restare a spasso di questi tempi, la disparità degli inoccupati cresce notevolmente tra Nord e Sud. È il 52,5% dei laureati dell’Italia settentrionale ad aver trovato collocazione nel panorama professionale, contro uno scarso 35% dei coetanei meridionali. Al Sud, inoltre, le grandi penalizzate restano le donne sia per quanto riguarda il tasso occupazionale, sia per la disparità di retribuzione.

GLI IMPRENDITORI VOGLIONO SKILLS – E se la mancanza di lavoro colpisce i laureati, possiamo immaginare quanto risultino penalizzati i diplomati. Ma come mai? Il 47% degli imprenditori italiani, in testa ai colleghi greci, spagnoli e tedeschi, lamenterebbe la mancanza di capacità adeguate nei giovani aspiranti lavoratori. Insomma, sarebbe l’assenza di skills nei laureati italiani ad inceppare il meccanismo delle assunzioni, finendo per danneggiare le aziende stesse che non possono reclutare leve in un esercito di impreparati.

IMPRENDITORI Vs EDUCATORI - Un’altra causa di questo difetto sistematico sembra risedere nella mancanza totale, o quasi, di comunicazione tra imprenditori, e quindi datori di lavoro, dirigenti scolastici preposti alla formazione delle giovani generazioni. Si tratterebbe infatti di due categorie appartenenti a due mondi totalmente diversi e distanti, e questo a danno dei ragazzi. Da un lato gli insegnanti affermano di sfornare dalle scuole persone preparate e qualificate, dall’altro i manager reclamano maggiori competenze (è solo il 42% degli imprenditori a riscontrare nei giovani candidati quelle qualità di cui parlano gli educatori). “Incoraggiare gli educatori a insegnare quello che gli imprenditori richiedono”: di questa fondamentale esigenza parla il rapporto McKinsey, come potenziale soluzione al fenomeno della disoccupazione.

MA QUALI SONO QUESTE SKILLS? - Le skills maggiormente richieste dagli imprenditori meno soddisfatti dal potenziale dei giovani sono una buona conoscenza della lingua inglese (solo il 23% degli aspiranti lavoratori risponde a questo requisito) e competenza informatica (posseduta dal 18% dei ragazzi in cerca di un impiego). Ma tra le capacità maggiormente ricercate dai datori di lavoro spiccano quelle pratiche, grandi sconosciute all’universo dei laureati. Ma quest’ultimi incalzano i primi lamentando un’assenza di esperienze come tirocini o stage iniziali in cui sviluppare tali competenze.

E tu pensi di avere le skills giuste per entrare nel mondo del lavoro?

Margherita Paolini

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