Occupazione shock, il vigilante armato spara

Occupazione-shock, il vigilante armato spara

Spari in una scuola in provincia di Napoli. Ad averli fatti partire un vigilante, chiamato lunedì scorso per cercare di evitare il tentativo di occupazione da parte degli studenti. Tutto inizia come spesso accade negli istituti che proclamano l'occupazione: alcuni ragazzi dell'Iti Barsanti di Pomigliano, tra cui il rappresentante di istituto, discutono con il preside che minaccia denunce. E' a questo punto che viene dato l'allarme alla vigilanza. Infatti, fatto particolarmente originale, già da qualche tempo una ditta di vigilanza privata presenziava la scuola, espressamente richiesta dai genitori contro eventuali nuovi furti o atti criminali, di cui era stata ripetutamente vittima in passato la scuola. Per impedire la barricata, uno dei vigilantes tira fuori la pistola e spara due colpi. Fin qui, la storia è stata confermata dal Comandante della stazione dei Carabinieri di Pomigliano, che ai microfoni di Skuola.net conferma che a causa di quest'uso improprio di arma da fuoco il vigilante è stato denunciato dall'Arma. Tuttavia la versione dei ragazzi coinvolti è stata molto più articolata e ha risvolti ancora più inquietanti, infatti hanno dichiarato a Skuola.net di essere stati minacciati con arma da fuoco e picchiati. Questa circostanza tuttavia è ancora tutta da appurare, in quanto gli studenti non hanno ancora sporto denuncia. Insomma ce n'è abbastanza per creare un caso.

LA TESTIMONIANZA DEI CARABINIERI - "Ciò che ci risulta è questo" - dichiara il Comandante della stazione dei Carabinieri di Pomigliano - "i ragazzi volevano occupare la scuola e uno di questi vigilanti che presenziava la scuola, per impedirlo, ha sparato in aria due colpi. A causa di questo uso improprio dell'arma è stato da noi denunciato. Noi siamo arrivati successivamente all'evento, quindi questa è l'unica circostanza che possiamo ricostruire, visto che ancora nessuno dei ragazzi dell'istituto ha sporto denuncia, per quanto ci risulta." Qui si ferma il resoconto dei fatti da parte dell'Arma dei Carabinieri, accorsa all'Iti Bersanti dopo la chiamata del preside. La versione dei gli studenti personalmente coinvolti nell'accaduto, però, presenta dei risvolti ben più gravi e inquietanti.

LA TESTIMONIANZA DEI RAGAZZI - Skuola.net ha intervistato uno degli studenti dell'Iti Bersanti che era presente quella mattina del lunedì di occupazione. Ecco la trascrizione dell'intervista telefonica rilasciata dagli studenti:

"Noi eravamo appena entrati per occupare, con firme e tutto. Io ero con il rappresentante di istituto per parlare con il preside dell'occupazione e il preside ha minacciato il rappresentante di istituto di denuncia. Dopo neanche 5 minuti arriva il vigilante come un pazzo,senza chiedere spiegazioni nè nulla, esce dalla macchina, carica la pistola, viene verso la porta e inizia a dare un calcio. Chiede minacciosamente al rappresentante di consegnargli le chiavi, ma lui sosteneva di non averle ed era bianco dalla paura, ha cambiato proprio colore. Così dà un altro calcio pesante alla porta e spara un primo colpo verso la catena mancandola. Quando ha sparato io ed altri ragazzi siamo scappati e siamo saliti sopra allarmando gli altri andando verso la finestra per uscire scavalcandola. Ma davanti alla finestra ci siamo fermati perché, non sentendo più rumore, sentivamo solo le urla e abbiamo pensato che il vigilante si fosse fermato con il preside e il rappresentante di istituto di sotto. E' stato a questo punto che abbiamo sentito il secondo sparo e abbiamo cominciato a scavalcare tutti. Mentre stavamo scavalcando arriva lui (il vigilante, ndr) era vicino alla finestra e ha sparato un terzo colpo. Ma non so se verso i ragazzi o verso il cielo, perchè io sono scappato dall'altra parte. Però mentre scappavo dall'altra parte lui dopo aver sparato il terzo colpo viene verso di noi e punta la pistola in faccia ad un mio amico, lo prende per la maglia e gli dà uno schiaffo in faccia, dicendogli che lo cercava da una settimana, che lo uccideva, che gli faceva fare sei mesi di galera. Io ho alzato le mani e mi sono fermato e ho detto "non faccio niente", lui mi ha messo la pistola in faccia e mi ha detto che dovevo camminare perché mi uccideva. Dopo, mentre stavamo cammninando, è arrivato un suo collega, con la pistola in mano anche lui, e ci hanno fatto stendere. Quello che aveva sparato ha tolto il caricatore alla pistola e ha detto vicino a me "mi avete fatto sprecare tre colpi io ve li farò pagare questi tre colpi. Sei mesi di galera non ve li toglie nessuno". Lui diceva che avevamo fatto sequestro di persona, ma noi avevamo lasciato la porta della biblioteca aperta, e avevamo detto ai professori che se non volevano uscire dall'altra parte li avremmo fatti uscire noi di qua (biblioteca, ndr). Questo lo può confermare il bidello che stava con noi, che noi abbiamo fatto uscire togliendo le catene e rimettendole dopo. Noi abbiamo fatto occupazione con la testa, non siamo stupidi che occupiamo la scuola e ci chiudiamo tutti dentro, sappiamo che non lo possiamo fare. Quel vigilante stava la fuori da un mese, chiamato dal preside perché sapeva che avremmo occupato. Mio padre comunque vuole denunciare il vigilante ai carabinieri. Sinceramente ora sono terrorizzato, alla vista di un vigilante non so che devo pensare. Tu (rivolto all'intervistatrice) non eri presente, ma se avessi visto la faccia di quel vigilante aveva così tanta rabbia, che non puoi capire cosa ho provato in quel momento. Il rappresentante d'istituto è minorenne, ha 16 anni, io 19, e lui era bianco e tremava, non ce la faceva nemmeno a parlare. Avevamo paura che ci sparasse: ci ha puntato la pistola in faccia, aveva già sparato 3 colpi, ha dato uno schiaffo al mio amico. Non riuscivo neanche a camminare. Il vigilante poteva comportarsi così se minacciato, ma nessuno gli aveva fatto niente".

LA TESTIMONIANZA DEL PRESIDE - Skuola.net ovviamente ha contattato anche il preside dell'Iti Barsanti, teatro di questi fatti inquietanti. Il preside ha preferito non rilasciare dichiarazioni sull'avvenimento, ha solamente sottolineato che la scuola ha ripreso le lezioni e che "il vigilante è intervenuto in quanto era stato dato l'allarme", senza specificare altro. Il preside ha sottolineato inoltre l'atmosfera concitata della mattinata "alcuni professori erano molto spaventati perché pensavano di essere rimasti bloccati dentro la scuola, che ci potessero essere malviventi, qualcuno ha avuto un malore", ma sul resto dei fatti nient'altro. Però, il preside ha chiarito per quale motivo dei vigilantes privati presenziassero l'istituto, fatto unico nel suo genere. Ci ha risposto che "la vigilanza è stata richiesta espressamente da alcuni genitori in consiglio di istituto, in quanto la scuola è stata più volte vittima di azioni criminali: sono stati recentemente rubati 30 computer e aperta la cassaforte con la fiamma ossidrica, per 18mila euro di danni. Inoltre un incendio doloso è stato appiccato in 4 punti. L'istituto poi è molto esteso, per cui è necessario presenziare soprattutto durante la notte." Ed è stata proprio la preoccupazione di ciò che potesse accadere la notte durante l'occupazione a dare altre buone motivazioni, secondo il preside, per tenere attiva la vigilanza: "dopo l'esperienza dei furti nell'ultimo anno, c'era la preoccupazione di chi potesse entrare durante la notte durante l'occupazione, quando l'istituto è in mano ai soli ragazzi."

CONTRO LE NORME - Il vicepresidente dell'Associazione Nazionale Presidi, Mario Rusconi, commenta:" Una totale anomalia, un fatto davvero grave: non capisco come possa essere successa una cosa simile, visto che la sicurezza di un luogo pubblico come la scuola deve essere amministrata da carabinieri e polizia, non da vigilanti privati. Non è ammesso dalla normativa rivolgersi a ditte di vigilanza privata. Guai a militarizzare la scuola come in certe zone depresse del mondo".

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Carla Ardizzone

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