No allo smartphone classe per studenti e docenti: la proposta di legge in discussione alla Camera

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

No allo smartphone a scuola, salvo casi particolari specifici, nei luoghi e negli orari dell’attività didattica. Non solo per gli alunni, ma anche per i docenti. Questa è una delle norme contenute nella proposta di legge che mirano a reintrodurre l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole primarie e secondarie. In particolare per quanto riguarda l’utilizzo del cellulare e di altri dispositivi elettronico-digitali" la proposta è inserita in un disegno di legge di Forza Italia, presentato l’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini (n.734/2018).

La proposta

Su questo punto la discussione in commissione Cultura alla Camera è già avviata e la maggioranza (formata da M5S e Lega) è intenzionata a recepire la modifica.
I regolamenti delle istituzioni scolastiche stabiliranno le condizioni, i casi e i luoghi in cui l'utilizzazione dei telefoni mobili e degli altri dispositivi di comunicazione elettronica è consentito per finalità didattiche o per esigenze indifferibili degli alunni. Il divieto non si applica all'utilizzazione dei telefoni mobili e degli altri dispositivi di comunicazione elettronica consentito agli alunni disabili nel rispetto della normativa vigente.
L’ipotesi è quella di lasciare i cellulari in presidenza e per le chiamate di emergenza far riferimento alle segreteria. Idea che farà discutere genitori e personale docente e che è stata già illustrata dai proponenti.
Se da un lato Forza Italia e Lega vogliono escludere l’utilizzo dei cellulari nelle classi, dall’altro rimarcano la necessità di promuovere "anche attività di sensibilizzazione degli alunni su diritti e doveri connessi all’uso di Internet e degli altri strumenti digitali, nonché progetti per prevenire e contrastare il bullismo informatico".

Tra permessi e divieti

La proposta di legge avanzata da Lega e Forza Italia punta a restringere ulteriormente quanto previsto dall'ex ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, che a sua volta aggiornava quanto previsto nel 2007 da una circolare dell'allora titolare del dicastero di Viale Trastevere, Beppe Fioroni.
Fedeli aveva previsto un decalogo inserito in una circolare in cui si specificavano le condizioni alle quali il cellulare poteva entrare nelle aule.
Da lì in poi si sono moltiplicati i casi delle scuole in cui è vietato l'uso del cellulare. Come l'ultimo caso, in ordine cronologico, quello dell'istituto Casorati di Pavia in cui si è deciso di vietare l’utilizzo degli smartphone in classe durante le lezioni.

Responsabilità civile e principi di cittadinanza

Non solo una stretta sull'uso dei cellulari, la proposta di legge della Gelmini punta alla promozione di un "senso di responsabilità civile e del pensiero critico anche ai fini dell'apprendimento dei princìpi della cittadinanza digitale, mediante l'educazione all'uso responsabile di internet e di tutti gli strumenti e le risorse digitali".
Le scuole, si legge nella Pdl, dovranno svolgere un'attività di sensibilizzazione "in merito ai diritti e ai doveri connessi all'uso di internet e degli altri strumenti digitali, anche con specifico riferimento alle esigenze connesse alla tutela e al rispetto della riservatezza dei dati personali e al rispetto della proprietà intellettuale, della libertà di opinione e della dignità della persona umana".
Non solo: le istituzioni scolastiche dovranno prevedere, "con le modalità e i tempi definiti dai propri regolamenti interni, lo svolgimento di progetti e iniziative volti a prevenire e contrastare il bullismo informatico, anche fornendo agli studenti gli idonei strumenti".

Patto di corresponsabilità educativa

La proposta di legge dell'ex ministro Gelmini punta alla creazione di un patto di corresponsabilità educativa volta a rafforzare la collaborazione tra scuola e famiglia finalizzata alla crescita di studenti consapevoli delle regole della convivenza civile e di migliorare la comunicazione tra giovani, scuola e famiglia.
Il patto di corresponsabilità educativa conterrà "i princìpi e le modalità di partecipazione delle famiglie alla vita scolastica. Nel rispetto dei rispettivi ruoli e competenze, il patto individua, garantisce e tutela i diritti e i doveri degli studenti, dei genitori, dei docenti e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola". All'atto dell'iscrizione dello studente, i genitori sottoscrivono il patto di corresponsabilità educativa, nell'ambito del quale si realizza il rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie e la loro partecipazione alla vita scolastica.
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