Gite scolastiche: i genitori dicono no

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

i genitori chiedono di non inserire le gite all'interno dei programmi scolastici in quanto rappresentano motivo di discriminazione

Che i viaggi d’istruzione stiano subendo una paralisi non è una novità. La crisi economica sta colpendo anche uno dei momenti più divertenti ed apprezzati dagli studenti. I professori non si offrono più di accompagnare i ragazzi fuori per qualche giorno poiché non viene pagata loro la trasferta. Ma la vera novità è che sono gli stessi genitori dei ragazzi a chiedere di non mettere le gite in programma durante i consigli di classe. Il motivo? Non tutte le famiglie possono permettersele diventando troppo spesso motivo di discriminazione e non di unione tra i ragazzi.

L’ALLARME DEL TOURING CLUB: È PARALISI - A lanciare l’allarme del collasso delle gite scolastiche è, primo tra tutti, l’Osservatorio del Touring Club italiano. Nel 2011/2012 le gite aveva resistito alla crisi ed, anzi, avevano visto anche un aumento della domanda. 930mila studenti delle scuole superiori, circa il 25% in più degli anni precedenti, avevano preso parte ad una gita scolastica. Ora, invece, il settore sembra completamente paralizzato. Già qualche settimana fa, Fabrizio Galeotti, direttore generale del Touring Club Italiano, aveva esternato la sua preoccupazione al riguardo chiedendo al Governo: “Misure concrete che possano essere d’aiuto a scuole e famiglie per tutelare e valorizzare il viaggio di istruzione che sta affrontando una crisi profonda a causa, principalmente, dei forti tagli operati alla scuola, non certo per mancanza o calo di volontà di partecipazione”.


SE IL PROF NON ACCOMPAGNA GLI STUDENTI IN GITA
- Proprio i forti tagli alla scuola citati da Galeotti sono il motivo per il quale agli insegnanti non viene più pagato il viaggio d’istruzione costringendoli il più delle volte a rispondere negativamente alle richieste di accompagnare i loro studenti. Anche se, stando ad una ricerca di Skuola.net, questa non sembrerebbe la motivazione di rifiuto che va per la maggiore tra i docenti. Infatti, nel sondaggio “I prof fanno storie per accompagnarvi in gita?”, circa il 45% dei ragazzi ha risposto che la spiegazione che gli insegnanti danno quando rifiutano di accompagnare gli studenti in viaggio d’istruzione è quella di avere a che fare con una classe troppo indisciplinata. Insomma, non si prendono la responsabilità.

I GENITORI DICONO NO: DA MOMENTO DI UNIONE A MOTIVO DI DISCRIMINAZIONE - Ma la strada dei ragazzi verso le gite scolastiche non è ostacolata solo dai continui rifiuti dei loro insegnanti. Infatti, sembrerebbe proprio che a metterei bastoni fra le ruote degli studenti siano i loro stessi genitori. “Non siamo noi a tagliare le gite, ma i genitori a sollecitarne la rinuncia durante i consigli di classe – spiega Tommaso De Luca, preside dell’istituto tecnico industriale Avogadro di Torino e dell’Associazione delle scuola autonome del Piemonte – i genitori fanno presente che i soldi per mandare i loro figli in gita non ci sono più”. Insomma, i genitori sono preoccupati di creare occasioni di discriminazione tra i ragazzi che possono permettersi un viaggio di istruzione e quelli che invece dovrebbero continuare ad andare a scuola. In realtà, secondo Annamaria Indimeo, preside dell’Itis Feltrinelli di Milano, bisognerebbe fare il possibile per non togliere le gite agli studenti in quanto: “Educano a stare insieme, abolirle è un danno per i ragazzi”.

E tu quest'anno andrai in gita?

Serena Rosticci

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