Fotografano il voto, prof annulla il compito

alunni fanno foto al voto e la prof annulla il compito a tutta la classe

Saranno stati contenti gli alunni che hanno preso un'insufficienza, quando la prof ha deciso di annullare il compito a tutta la classe. Ma tanti altri un po' meno, perché l'annullamento potrebbe aver compromesso la loro media in pagella. La motivazione? Le foto scattate da alcuni studenti con il telefonino al proprio voto. La mania di condivisione tipica della bit-generation ha avuto un effetto che i ragazzi non si immaginavano, ma la professoressa non ha tutti i torti: sappiamo bene infatti che, dopo il divieto introdotto dall' ex Ministro dell'Istruzione Fioroni, non è possibile usare il cellulare in classe. Tuttavia gli alunni dell'ITC Tuscolano di Roma protestano: annullare il compito a tutti non è la punizione giusta.

UN VOTO DA CONDIVIDERE

- Instagram, Facebook o Twitter: i social traboccano di foto dei momenti più o meno speciali condivise dagli utenti. E un bel voto, o un brutto voto, al compito in classe può essere un vero e proprio evento da ricordare e condividere con la schiera dei propri amici e conoscenti. Ma tenere il telefonino acceso ed usarlo durante le lezioni è espressamente vietato da quando l'ex ministro dell'istruzione Fioroni, nel 2007, pubblicò la sua Direttiva.

COMPITO NULLO PER TUTTI

- Fioroni ha stabilito che i professori potessero sequestrare il telefonino e tenerlo fino alla fine della lezione in caso del loro uso in classe. E che, nei casi molto gravi, come cyber-bullismo o video e foto che violassero la privacy, lo studente potesse essere sospeso o multato. Ma tra le sanzioni disciplinari, sicuramente non appare la possibilità di annullare compiti in classe, come ha deciso di fare l'insegnante dell'ITC Tuscolano di Roma una volta scoperti gli illeciti fotografi. Questo perché le punizioni riguardanti la disciplina in classe non possono riguardare voti e profitto, soprattutto a spese di chi non è coinvolto nella vicenda.

LA CONDOTTA DIMENTICATA

- In questo caso, quindi, la giusta punizione avrebbe dovuto riguardare solo gli alunni che hanno usato il cellulare scattando le foto, che comunque non avrebbe dovuto aver conseguenze sul voto di profitto. Infatti, i problemi disciplinari devono essere affrontati con altri mezzi: il sequestro temporaneo, una nota o l' abbassamento del voto in condotta al singolo ragazzo. Questo, in sede di scrutinio, è molto importante perché con un voto basso, inferiore al 6, si può essere bocciati. E' bene ricordarsi, però, che anche in questo caso il provvedimento non può essere collettivo.

INGIUSTIZIA, COME FARE?

- Qualora i ragazzi sentissero di aver subito un' ingiustizia davvero intollerabile, come possono fare per difendersi? Per prima cosa niente discussioni individuali, che potrebbero innescare un difficile circolo vizioso, ma fare presente il problema al prof a nome della classe. Se il tentativo fallisce, un' alternativa è parlare del caso con il coordinatore di classe e presentare una proposta per risolvere la situazione. La classe, di comune accordo, può farlo tramite i rappresentanti di classe affiancati, se fosse necessario, dai rappresentanti di istituto. Solo in casi particolarmente gravi la soluzione è parlare direttamente con il preside.

E a te è mai capitata un'ingiustizia a scuola?

Carla Ardizzone

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