Debito scolastico: come funziona l'esame di riparazione di settembre

come funzionano gli esami di settembre per il recupero del debito scolastico

L'estate è sinonimo di vacanza e divertimento per gli studenti. Non per tutti, però. Qualcuno, infatti, dovrà studiare anche in queste settimane per cercare di saldare i debiti formativi accumulati dopo gli scrutini. Altrimenti non potrà accedere alla classe successiva. Ma come funzionano gli esami di recupero?

Come era prima

I vecchi esami di riparazione furono aboliti nel 1995 con la legge n. 352 dell’8 agosto. In sostituzione fu istituito il cosiddetto debito formativo con il conseguente obbligo, per i singoli istituti, di organizzare degli appositi corsi di recupero per gli studenti che non avevano raggiunto i livelli di apprendimento previsti in alcune discipline di studio. L’abolizione degli esami di riparazione fu giustificata dalla volontà di mettere in crisi il mercato delle lezioni private, ma il decreto ministeriale n. 80 del 3 ottobre 2007 lo ha, nei fatti, ripristinato.

Debiti formativi

Quando si arriva allo scrutinio di fine anno con un’insufficienza, il Consiglio di classe valuta se dare o meno allo studente il debito formativo. Nel caso in cui lo ritenga necessario, dunque, lo studente dovrà prepararsi durante l’estate per colmare le proprie lacune e superare un breve esame. Solitamente la data viene fissata i primi di settembre, a pochi giorni dall'inizio della scuola. In ogni caso, durante la prima parte dell’estate, lo studente può usufruire del corso di recupero che la scuola attiva proprio per agevolare la preparazione all’esame di riparazione.

Come funziona l'esame di riparazione

L'esame di riparazione è gestito dai singoli docenti, dunque sta al professore decidere la modalità (scritto o orale), basandosi sul programma svolto durante l’anno. Come se fosse un normale compito in classe o un'interrogazione. E anche il voto finale è deciso dal professore, ma dopo essersi confrontato con il Consiglio di classe. Soprattutto se il docente che valuterà le prove non è lo stesso che ha tenuto il corso di recupero. Perché c'è anche questa eventualità, a prevederla è il regolamento del Miur.

Come organizzare lo studio

La cosa più difficile per gli alunni, in questa fase, è organizzare il proprio studio. Per agevolarli, i docenti della materia in questione devono sempre fornire un programma ben preciso, suddiviso per argomenti. Così i ragazzi hanno modo di calcolare, in base ai giorni a disposizione, come distribuire lo studio nel corso dei mesi estivi. Il rischio principale, infatti, è quello di non riuscire a ottimizzare i tempi, arrivando all’esame impreparati o indietro di preparazione. Dunque, bisogna approfittare dell’ampio periodo che precede la prova per fare tutto con precisione: riassumere i vari argomenti, buttare giù delle mappe concettuali per memorizzare meglio e, a ridosso della data di esame, ripassare più velocemente. Ovviamente le cose si complicano qualora l’alunno abbia più di un debito formativo. In questo caso bisogna dedicare più ore allo studio, evitando di concentrare argomenti impegnativi nello stesso giorno.

Se non passo l'esame

Il rischio di essere bocciati esiste, ma non è automatico. Lo studente che all’esame di riparazione non riesce a raggiungere la sufficienza in una o più materie oggetto di recupero non viene automaticamente bocciato, ma la sua promozione o bocciatura dipende dalla decisione collettiva del Consiglio di classe, che dovrà tenere conto non solo del voto, ma anche del giudizio complessivo sullo studente. Perciò, se avete studiato tutta l'estate e la sfortuna ha voluto che non siate riusciti a raggiungere la sufficienza, potreste avere ancora una speranza per non perdere l'anno a causa del debito scolastico.


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