Cancellati tutti i brutti voti: lo decide il Tar

francesca_fortini
Di francesca_fortini

il Tar di Milano accoglie la richiesta dello studente affetto da DSA: cancellati tutti i brutti voti presi

In un istituto superiore di Lodi, a quanto pare, avere disturbi dell’apprendimento non vieta ai prof di infliggerti la bocciatura. Uno studente di 14 anni affetto da DSA, infatti, alla fine del primo trimestre scolastico, si è visto assegnare in pagella ben tre insufficienze. I genitori del ragazzo, che prima dell’inizio dell’anno avevano depositato in segreteria tutta la documentazione sulle difficoltà del figlio, non hanno accettato di buon grado le decisioni dei tre prof e si sono rivolti al Tar di Milano, che ha dato loro ragione. La scuola, ora, dovrà implementare un piano didattico ad hoc e annullare tutte le insufficienze nelle tre materie incriminate.

TRE PROFESSORI CONTRO

– I genitori del 14enne Lodigiano hanno tentato una prima mediazione con i docenti, ma hanno visto respingere le loro richieste, nonostante la scuola non avesse mai applicato la normativa in merito al trattamento dei ragazzi affetti da DSA. Il ragazzo è riuscito ad ottenere buoni voti in tutte le materie, tranne in quelle di quei 3 professori che non sono stati disposti a dargli una mano. L’unica soluzione è stata quella di rivolgersi al Tar di Milano, grazie anche al supporto di Addl, l’Associazione Dislessia Discalculia Lodi.

IL TAR RISPONDE

“Gli studenti affetti da disturbi dell’apprendimento, devono seguire metodologie didattiche personalizzate e gli esiti negativi di compiti in classe e delle interrogazioni svolti senza i supporti previsti dalla legge 170 del 2010 devono essere annullati”. Questo il contenuto della sentenza del Tar, emessa il 12 marzo scorso, e lo studente vedrà sparire come per magia tutti i brutti voti dal registro. La scuola, invece, dovrà approvare un Piano Didattico Personalizzato. Tale piano, d’altronde, come spiega l’avvocato che ha seguito il caso, non richiede modifiche improponibili dell’attività didattica: “si tratta magari di consentire l’uso del registratore, della calcolatrice o di mappe concettuali in aula o nelle verifiche in classe”.

DSA, COS’E’

– A rispondere a questa domanda la presidente dell’Addl, Debora Russo, chiamata in soccorso della famiglia dello studente di Lodi. “I ragazzi affetti da Dsa (Disturbi specifici dell’apprendimento) sono dotati di un’intelligenza superiore alla media. Le loro difficoltà si manifestano con un deficit della capacità di lettura, di scrittura, di calcolo. In Italia sono il 5% della popolazione scolastica. Dispiace che a 4 anni dalla legge, ci sia ancora ostruzionismo”.
E tu cosa ne pensi? Nella tua scuola la normativa viene applicata?

Francesca Fortini

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