Prof: se la rabbia li porta ad insultarvi

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

quando a fare il bullismo sono i prof

Tutti, almeno una volta, siamo stati sgridati da un prof. Le motivazioni della ramanzina possono variare: un'interrogazione andata male, l'ennesimo compito consegnato in bianco o una chiaccherata con il compagno nel momento sbagliato. Insomma, può succedere che un prof perda le staffe, ma cosa fare quando si lascia prendere dalla rabbia arrivando persino ad insultare i suoi alunni? A far presente il problema sono gli stessi studenti sul Forum di Skuola.net.

NOMIGNOLI: VINCE IL MONDO ANIMALE - Stando a quanto raccontato dai ragazzi alla community di Skuola.net, il passaggio dalle comuni ramanzine alle vere e proprie derisioni pubbliche è molto veloce, spesso impercettibile: “Perché non hai studiato, caprone!”, o “Sto perdendo la pazienza! Sai rispondere o no? Sei forse sordo, o ti sei mangiato la lingua?”. Questi sono esempi come altri, ma la gamma dei nomignoli e degli improperi è veramente molto vasta. A volte l’insofferenza dell'insegnante si rivolge all’intero uditorio trovando espressione in apostrofi del genere: “Ormai conosco i miei stupidi polli”, o anche “razza di quadrupedi senza cervello”, cedendo spesso agli accostamenti con il mondo animale. Proprio questo sembra essere la fonte dalla quale i prof spesso traggono l'ispirazione per insultare i ragazzi: “capra”, “pecora”, “asino”, “pappagallo”, “lumaca” per poi passare ai più comuni “stupido”, “ignorante”, “analfabeta”.

SE A VINCERE È LA RABBIA - Non mancano all’appello docenti che fanno fatica a limitare e contenere veri e propri insulti cadendo vittime della loro stessa rabbia. Addirittura, in una mail giunta nelle scorse ore alla redazione di Skuola.net, un ragazzo di seconda media ha chiesto aiuto perchè un prof lo ha chiamato "Pezzo di m***a" davanti i suoi compagni. Per non parlare di quegli insegnanti che, dall’alto dell’autorità del proprio ruolo, si sentono legittimati a dare consigli scoraggianti ai propri allievi sul futuro: “sei troppo stupida, vai a fare la sciampista invece di perdere tempo sui libri”, o anche “ma ci sei o ci fai? Con queste premesse non andrai per niente lontano!”.

COME COMPORTARSI? - Fin quando si ha la fortuna di essere solo spettatori, la cosa migliore sarebbe quella cercare di stare vicino alle vittime del prof di turno, dando loro consigli o semplicemente mostrandosi solidali. I diretti interessati, invece, potrebbero analizzare con maturità la natura del problema, ed impegnarsi in prima persona, studiando e mostrandosi attenti, così da non dare più modo al proprio insegnante di divertirsi a insultarlo e deriderlo di fronte alla classe. Se il disagio dovesse continuare, allora sarà il caso di tentare un confronto educato con il proprio professore, senza rivelargli la propria insofferenza. Infine, di fronte alle offese, si può pensare di ricorrere ad un’effettiva denuncia. Ma, in questo caso, bisogna avere la certezza di quel che si sta denunciando dopo un confronto, magari, con gli altri prof. Chiedere aiuto in ogni eventualità ai genitori è sempre la soluzione migliore.

PARLA IL RAPPRESENTANTE- Infine, si potrebbe utilizzare l’assemblea di classe per parlare del problema confrontandosi con gli ed eleggere un portavoce, anche il rappresentante di classe ad esempio, incaricato di esporre il problema agli altri prof ed eventualmente al preside della scuola. Spesso infatti parlare con gli altri professori rendendoli mediatori della situazione può rivelarsi una buona strada verso la risoluzione del problema. Sarà poi il dirigente scolastico a prendere tutte le misure necessarie alla risoluzione del problema.

I tuoi docenti ricorrono spesso alle offese nei confronti della classe?

Margherita Paolini

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