Il prof non ci piace, si può cambiare?

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

Si può cambiare un professore che non piace

Non è raro che degli studenti si lamentino dei propri professori. A volte però l’insofferenza verso un’insegnante diventa tanta e tale da spingere i ragazzi a riunirsi e denunciare i comportamenti “incriminati” al Dirigente Scolastico. E’ proprio ciò che segnala faustu, un utente della nostra community chiedendo come si può spingere la propria scuola a permettere alla sua sezione di cambiare professore. La risposta arriva da Alex Menietti, esperto di diritti degli studenti e oggi autore del libro “Diritti degli Studenti” in uscita a dicembre.

Vogliamo cambiare il professore!

Siamo un gruppo di rappresentanti di classe di tre sezioni della 3^ liceo scienze umane. Abbiamo tanti problemi con una professoressa di scienze umane/pedagogia/psicologia” scrive lo studente sul forum del portale Skuola.net dedicato ai diritti degli studenti, e aggiunge: “La preside è al corrente del problema ma sostiene che senza una richiesta esplicita da parte dei ragazzi non può intervenire. Ci date un aiuto su come poter essere utili alla causa dei nostri ragazzi?”.

Problema di metodo

Il problema riscontrato da questi ragazzi riguarda soprattutto il metodo di insegnamento della prof: “Tutti i ragazzi sono fortemente a disagio in quanto non ritengono che questa insegnate sia in grado di sviluppare in modo adeguato il programma – denuncia lo studente - Si sono riscontrate parecchie difficoltà nel capire le spiegazioni, nelle valutazioni e in generale nel confronto con l'insegnante. Queste sono materie di indirizzo per le quali è indispensabile un'adeguata preparazione.”

Come fare a cambiare professore?

Quando si è in tanti a volere la stessa cosa, addirittura in più sezioni, come fare ad ottenerla? Il problema è che cambiare di sezione o addirittura trasferire un professore di ruolo in un altro istituto non è cosa semplice. Meno che mai lo è destituirlo. L’esperto di diritti degli studenti Alex Menietti risponde: “onestamente temo che il Dirigente Scolastico potrà fare poco, anche se saranno gli studenti a fare segnalazioni ufficiali.” Tuttavia la segnalazione da parte degli studenti potrebbe aiutare il Dirigente Scolastico ad agire portando il caso al Consiglio di Istituto o al Collegio dei Docenti nel momento in cui si decidono le assegnazioni.

Chi stabilisce le classi

Secondo il decreto legislativo 297/94 è infatti il Consiglio di Istituto a considerare “i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all'assegnazione ad esse dei singoli docenti, all'adattamento dell'orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche”. Spetta poi al Collegio dei Docenti formulare proposte “per la formazione, la composizione delle classi e l'assegnazione ad esse dei docenti”. A questo punto il Dirigente Scolastico, sulla base delle proposte e delle discussioni fatte con gli altri docenti, assegna le classi ai diversi professori. Tuttavia, come riportato da OrizzonteScuola.it, “dopo l’entrata in vigore della “legge Brunetta” nel 2009 c’è chi sostiene che l’assegnazione dei docenti alle classi e ai plessi sia una materia sottratta alla contrattazione di istituto e affidata esclusivamente al Dirigente scolastico”, anche se le questione è stata oggetto negli ultimi anni di diverse sentenze, a favore o contro.

Licenziare i prof, solo nei casi più gravi

In caso vengano portati alla luce diversi comportamenti non corretti, il massimo che il Dirigente Scolastico possa fare è di sospendere il professore per un massimo di 10 giorni, come riportato da Alex Menietti in risposta al post. Per tutte le sanzioni più gravi, dalle sospensioni maggiori a 10 giorni fino al licenziamento, la palla viene passata all’Ufficio Provvedimenti Disciplinari, che si muove comunque in casi molto gravi. Per destituire un prof, ad esempio, questo deve arrivare a macchiarsi di veri e propri reati: ad esempio essersi appropriato di beni della scuola o aver accettato compensi in cambio di favori. Per il licenziare un prof, deve aver addirittura ricevuto condanne, aver avuto comportamenti molto aggressivi, o aver mostrato documentazioni false per progredire nella carriera.

Carla Ardizzone

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