Copiare, non è solo roba da studenti

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

Copiare, non è solo roba da studenti

Quante volte gli studenti si sentono rimproverare per aver copiato i compiti o per aver sbirciato dal foglio del compagno di banco durante un compito in classe? Senza parlare dei famigerati bigliettini! Ma il vizietto di barare agli esami non passa così facilmente e capita anche che gli adulti, quando devono mettersi alla prova, ricorrano a scorciatoie. E’ accaduto a Roma durante la selezione di Medicina generale della Regione Lazio: medici con tanto di laurea ma, alcuni, anche di specializzazione, hanno cominciato a comportarsi come gli studenti delle superiori, passandosi le risposte e usando i telefonini. E' stato riportato da Il Messaggero.

NON SOLO GLI STUDENTI COPIANO - Dal 2003 si diventa medico di base dopo una dura selezione: oltre alla laurea, all'esame di abilitazione e all'iscrizione all'Ordine, serve infatti anche un diploma in Medicina generale che si ottiene dopo un corso triennale post-laurea. Per completare il percorso, è poi necessario vincere un concorso, proprio quello che si è svolto mercoledì 17 settembre 2014 all'hotel Ergife di Roma: si tratta della selezione di Medicina generale della Regione Lazio, che permette di diventare, finalmente, medici di famiglia. Dopo tanto penare, si capisce come i candidati abbiano fatto tutto il possibile per consegnare un’ottima prova. Il problema è che, però, sembra si siano ingegnati anche in tutti quei trucchetti che gli studenti sono soliti inventarsi ad ogni compito in classe. Parola d’ordine: copiare il più possibile!

CELLULARE A TUTTO SPIANO – Cellulari per passarsi le risposte, sbirciatine, mormorii tra vicini di posto: è quanto viene riportato dai candidati, appena sostenuta la prova. E non si parla di test di ingresso o esami di Maturità, ma di un concorso a cui hanno partecipato medici già specializzati in cardiologia o anestesia che, a causa del blocco del turn over e dei licenziamenti, non riescono a trovare lavoro. Come si legge su Il Messaggero, “Nell'aula dove mi trovavo eravamo tutti vicini, il controllo della commissione non era assolutamente sufficiente a garantire la regolarità dello svolgimento e a impedire scorrettezze” sostiene uno dei medici. Un altro candidato parla invece di “Cellulari usati sfacciatamente per passarsi le risposte”, mentre un altro ancora accusa: “Io ho studiato perché con questa professione non puoi giocare, altri hanno copiato e magari a fine ottobre seguiranno il corso”.

NIENTE DA DICHIARARE - Dalla direzione regionale salute del Lazio che si occupa di gestire le selezioni, fanno sapere che le prove si sono svolte senza problemi. Addirittura è stato impiegato un numero maggiore di commissari per la vigilanza, riuniti in sei commissioni, tre in più rispetto al 2013. Ma, da ciò che è stato riportato su Il Messaggero, sembra che copiare sia un vizio duro a morire che riguarda ogni fascia di età.

Carla Ardizzone

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