Daniele Grassucci
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Collaboratore scolastico parole crociate

Un collaboratore scolastico di Prato è stato licenziato al termine del periodo di prova. Il motivo? Passava troppo tempo a risolvere parole crociate e troppo poco a svolgere le mansioni previste dal suo incarico.

Il caso è anche finito in tribunale, dove il lavoratore ha tentato di controbattere. Ma il giudice gli ha dato torto, confermando la legittimità della decisione presa dalla scuola.

Indice

  1. Parole crociate e pochi risultati
  2. Testimonianze concordanti: “Non puliva mai”
  3. Fastidio per la campanella e per gli studenti

Parole crociate e pochi risultati

La vicenda è stata raccontata dal 'Corriere Fiorentino', che ha riportato i dettagli della sentenza, emessa nei giorni scorsi. Il collaboratore scolastico era stato assunto a tempo indeterminato nel settembre 2023, ma già al termine del periodo di prova l’istituto scolastico ha deciso di notificargli il decreto di recesso. La causa ufficiale? "Inadeguatezza delle competenze professionali in relazione alla performance lavorativa".

Secondo quanto emerso durante il procedimento, l’uomo dedicava gran parte del tempo lavorativo alla Settimana Enigmistica, trascurando le attività quotidiane richieste dal ruolo. In più, avrebbe creato un clima difficile tra i colleghi, risultando poco collaborativo e spesso infastidito dal contesto scolastico.

Testimonianze concordanti: “Non puliva mai”

Nel corso del processo, il giudice ha ascoltato varie testimonianze da parte del resto del personale scolastico, tutte concordi nel descrivere una situazione lavorativa problematica. I colleghi hanno riferito, infatti, che l’uomo si rifiutava spesso di partecipare alle pulizie pomeridiane e, quando invitato a svolgere i compiti assegnati, trovava scuse come mal di schiena o raffreddore per defilarsi.

"Tutti confermano di averlo visto ripetutamente, durante l’orario di servizio, intento a compilare le parole crociate, rifiutandosi di lavorare", si legge nella sentenza. Anche in vista dell’inizio dell’anno scolastico, quando era necessaria una preparazione straordinaria degli ambienti, l’uomo avrebbe manifestato "apertamente la propria noia nello svolgere quanto assegnato e smetteva di eseguire il lavoro".

Fastidio per la campanella e per gli studenti

Oltre alla scarsa partecipazione alle mansioni, i colleghi hanno riferito anche alcuni comportamenti ritenuti “bizzarri” o comunque poco compatibili con il contesto scolastico. Tra questi, la scarsa sopportazione per i rumori tipici dell’ambiente: "Abbiamo notato un’insofferenza ai forti rumori presenti nell’istituto, specie quelli legati al suono della campanella o al troppo rumore fatto dai ragazzi nei momenti di uscita dall’edificio, con irritazione eccessiva da parte sua".

Un quadro che ha portato il giudice del lavoro a respingere il ricorso presentato dal collaboratore e a confermare il licenziamento deciso dalla dirigenza scolastica. 

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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