Caserta, tutte le scuole superiori della provincia rischiano di chiudere

Marcello G.
Di Marcello G.

scuole chiuse a caserta

Chiudono le scuole della provincia di Caserta. Ma non perché hanno deciso di concludere l’anno in anticipo. In ballo c’è la sicurezza di studenti, docenti e dipendenti che ogni giorno devono passare gran parte della giornata in quelle strutture. Da alcuni giorni hanno già sbarrato i cancelli 4 istituti della provincia Campana – l’istituto tecnico Buonarroti, l’istituto superiore Mattei, il liceo Nifo di Sessa Aurunca, la Succursale del liceo classico Cirillo di Aversa – ma ora potrebbe toccare ad altri 89 edifici, lasciando a casa più di 50mila ragazzi. Il motivo? Le scuole non sono sicure, andrebbero fatti dei lavori di manutenzione per la stabilità dei palazzi, mancano i certificati di agibilità e quelli antincendio. Il problema, però, è che non si tratta di un fulmine a ciel sereno. Si poteva prevedere, eccome.

Skuola.net aveva lanciato l’allarme mesi fa

Già nel mese di gennaio, noi di Skuola.net, avevamo segnalato come il rischio che le scuole superiori di Caserta avrebbero avuto non pochi problemi nei mesi a venire era più che una minaccia. Lo scoprimmo quasi per caso, interpellati dagli studenti di quella zona, indagando sui motivi che avevano portato i riscaldamenti di alcune scuole a non funzionare proprio nei giorni del grande freddo che colpì il Sud Italia subito dopo le vacanze di Natale. All’epoca contattammo l’ing. Paolo Madonna, dirigente responsabile del settore edilizia della provincia campana, il quale ci disse chiaramente che ‘la provincia era fallita’. Come, del resto, la maggior parte delle province italiane. “Le nostre casse sono praticamente esangui – ci disse l’ing. Madonna - non abbiamo un bilancio previsionale approvato e quindi di fatto non abbiamo i mezzi tecnici per poter garantire i servizi essenziali che la legge ci impone di fornire”. Compresa la messa in sicurezza delle scuole. “Cosa accadrà il prossimo anno nessuno ancora lo sa”, concludeva Madonna. Ma le cose, a quanto pare, sono precipitate prima del tempo.

Il presidente della provincia di Caserta: “Non abbiamo gli occhi nemmeno per piangere”

“Una situazione drammatica”: a definirla così è stato direttamente il presidente (facente funzioni) della provincia di Caserta, Silvio Lavornia, annunciando la firma del decreto per la chiusura di quasi tutti gli istituti (superiori) sotto la diretta gestione dell’Ente. Un atto per ora rimasto nel cassetto ma che molto presto potrebbe diventare esecutivo. “Non abbiamo più gli occhi nemmeno per piangere”, avrebbe detto lo stesso Lavornia durante una conferenza stampa alla Camera dei deputati, lo scorso mese di marzo. “È l’ultima decisione che avrei voluto prendere – ha sottolineato il presidente ad interim della provincia - perché, da insegnante, mai mi sarei sognato di chiudere una scuola. Ma l’Ente, finora, non è stato messo nelle condizioni materiali e finanziarie minime per fronteggiare una tale emergenza”.

La Regione Campania interverrà con 1 milione di euro

E, in effetti, a mancare nel territorio di Caserta (ma, ripetiamo, è una situazione che accomuna tantissime province italiane) sono i servizi essenziali: il contratto quinquennale per la fornitura del riscaldamento è scaduto lo scorso 15 marzo e, già dall’inverno prossimo, il gelo potrebbe essere compagno di banco di parecchi studenti. Acqua, luce e pulizie non sempre sono garantiti. Molti dipendenti della provincia non ricevono lo stipendio da mesi. Per tentare di tamponare l’emergenza è intervenuto il Governatore della Regione, Vincenzo De Luca, stanziando 1 milione di euro per le prime esigenze e per consentire agli studenti di concludere l’anno. Anche perché gli esami di maturità sono alle porte e bisogna trovare un’alternativa nel caso in cui non si facesse in tempo a riaprire gli istituti (sempre se dovessero effettivamente chiudere).

Gli appelli alla responsabilità di chi governa

“Cercheremo – ha detto De Luca, polemicamente – di far avere i soldi direttamente ai presidi, dato che l’Ente non ha approvato il bilancio”. Ma la risposta di Lavornia - che ritiene insufficienti le risorse messe a disposizione dalla Regione – non si è fatta attendere, rivolgendo un appello al Governo, secondo lui colpevole di “non aver voluto ascoltare le nostre richieste di aiuto, rendendo praticamente la Provincia un ente morto incapace di assolvere a qualsiasi funzione e compito istituzionale”. Ma di questa situazione gli studenti non hanno nessuna colpa.
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