Gli studenti parlano male l'Italiano? Colpa delle medie: cambieranno

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

scuole medie

Continua a far discutere il documento dei 600 docenti universitari, i quali sostengono che molti dei loro studenti, semplicemente, non sanno l'italiano. "Molti studenti alla fine del percorso scolastico scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente", si legge nel documento. "Ci sono alcune importanti iniziative rivolte all'aggiornamento degli insegnanti, ma non si vede una volontà politica adeguata alla gravità del problema". Secondo gli studiosi servono dettato ortografico, riassunto, comprensione del testo, conoscenza del lessico, analisi grammaticale e scrittura corsiva a mano.

Valeria Fedeli: cambiamo le scuole medie

Non sono mancate le reazioni all'appello dei professori.
In un'intervista a "La Repubblica" parla la titolare del ministero dell'Istruzione, Valeria Fedeli. Secondo l'esponente politico sono le medie il tallone d’Achille del sistema scolastico italiano. Il Miur interverrà per impedire che all’Università arrivino ancora giovani senza un’adeguata conoscenza della lingua italiana e con gravi lacune in sintassi e grammatica: "Me ne accorgo tutti i giorni – dice Fedeli - e ne avevo consapevolezza prima di diventare ministra. Incontrerò a breve i promotori della raccolta delle seicento firme, ascolterò da loro quali sono i punti di crisi. Mi do quindici giorni di tempo, poi partirà il primo avviso pubblico per le competenze di base".
"Abbiamo due deleghe aperte in parlamento, sistema di valutazione e reclutamento – aggiunge -. Se saremo rapidi si possono fare miglioramenti per metà marzo".

Giornali in classe

Fedeli, poi, annuncia che il Miur, con il ministero dei Beni culturali "organizza una promozione della lettura dei libri extra-scolastici, con la Federazione della stampa porteremo i giornali nelle classi".
Non manca una stoccata anche al mondo accademico: "La scuola non può fare tutto, anche l`università deve farsi carico del problema della lingua scorretta”.
Alla domanda su come siano stati i primi due mesi al ministero, risponde così: “Difficili, faticosi. Ho guardato tutti i dossier aperti, li ho approfonditi con il dialogo, il più possibile li ho condivisi. Molte cose impostate dalla Buona scuola restano giuste, sto cercando di realizzarle con i necessari miglioramenti. Lavoriamo per avere tutti gli insegnanti necessari in classe a settembre”.
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