Federico Bianchetti
Autore
cambio calendario scolastico docente

La scuola non deve (e non può) diventare la vittima sacrificale per creare nuovi flussi turistici in Italia.

La proposta della ministra del Turismo Daniela Santanchè di rivedere il calendario scolastico, togliendo una decina di giorni alle vacanze estive per redistribuirli durante l'anno, non convince affatto i docenti: secondo un recente sondaggio del portale La Tecnica della Scuola, oltre 9 insegnanti su 10 si sono dichiarati contrari all'iniziativa, motivando chiaramente le loro ragioni. 

Indice

  1. La proposta di Santanchè: dieci giorni in meno di vacanze di estive
  2. Più di 9 docenti su 10 contrari alla proposta: ecco perché

La proposta di Santanchè: dieci giorni in meno di vacanze di estive

L'ipotesi, di cui si è parlato molto negli ultimi giorni, prevederebbe una riduzione di dieci giorni delle vacanze estive, concedendo alle regioni la facoltà di ricollocare quei giorni di pausa nel corso dell'anno accademico.

In pratica, si tratta di una sorta di vacanza in autonomia, rimessa quindi completamente alla discrezionalità degli enti territoriali.

Per saperne di più, leggi il nostro approfondimento.

Più di 9 docenti su 10 contrari alla proposta: ecco perché

Il mondo dell’istruzione, però, dice no. Non solo i docenti: la maggior parte delle risposte è arrivata infatti anche da genitori, studenti, dirigenti scolastici e altro personale scolastico.

Su un campione di 1.200 persone, l'85% si è dichiarato contrario alla proposta. Tra gli insegnanti, poi, il dato sale addirittura al 95%. Il perché è presto detto, leggendo i commenti dei diretti interessati.

"La scuola non può essere piegata alle esigenze del turismo", sintetizza un docente esprimendo il pensiero di molti. "Prima si risolvano i problemi strutturali, poi si parli di calendario", aggiunge un collega.

In tanti segnalano anche le difficoltà organizzative: "scrutini, esami, formazione e programmazione rischierebbero di essere ulteriormente compressi".

Ancora più netto il giudizio sulle condizioni delle strutture: alla domanda se gli istituti siano attrezzati per svolgere lezioni a settembre e a fine giugno, oltre 1.150 risposte (praticamente la totalità) sono state negative.

"Nella mia scuola non ci sono condizionatori e le aule diventano invivibili d'estate", racconta una docente. Solo una minoranza molto ristretta ritiene le scuole adeguate ad affrontare temperature elevate.

Anche i genitori esprimono forti perplessità. "Con il caldo i ragazzi non apprendono e stanno male", osserva una madre. Gli studenti condividono la stessa preoccupazione: "A giugno seguire le lezioni è già difficile così", scrive uno studente delle superiori.

"Allungare l'anno non migliorerebbe la qualità della didattica", incalza un altro alunno della secondaria.

 

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