Bocciatura per condotta: ecco come si prende 5

in che modo viene messo il 5 in condotta

Con il 5 in condotta si viene bocciati e questo è sicuro: lo decise l’ex ministro di ferro, Mariastella Gelmini, nel lontano 2009. Ma quello che spesso non sanno i ragazzi è come si arriva alla temibile insufficienza, per la quale va in fumo un intero anno di studi. Esistono infatti delle regole, che i presidi e i professori seguono spesso alla lettera, e la decisione viene presa in sede di scrutinio dall’intero collegio dei docenti. Perciò, se l’avete fatta grossa e avete paura di vedere la macchiolina rossa alla voce “condotta”, o il vostro professore vi ha minacciato perché avete partecipato all’occupazione, scioperi o autogestione, ecco come si decide il 5 in condotta: ce l’ha spiegato la preside del liceo Kennedy di Roma, Lidia Cangemi.

5 in condotta: a chi è stato sospeso per più di 15 giorni

Temete che a fine anno vi tocchi il 5 in condotta e la conseguente bocciatura? La prima cosa da fare è verificare cosa dice il regolamento. La preside Cangemi, infatti, sostiene che durante gli scrutini “si applica alla lettera ciò che è previsto dalle norme che ha stabilito l’ex ministro Gelmini: cioè il 5 in condotta agli scrutini finali viene dato in casi gravi per cui è stata decisa la sospensione per più di 15 giorni”, e non si scappa. Il decreto ministeriale sostiene che per perdere l’anno a causa della cattiva condotta, infatti, bisogna aver commesso qualcosa di molto grave e pericoloso, secondo quanto definito dallo statuto degli studenti e delle studentesse. Tanto da meritare una sospensione superiore ai 15 giorni, sanzione che secondo norma è decisa dall’intero consiglio di istituto. Qualche nota e un’assenza strategica di troppo, quindi, non dovrebbero farvi ripetere l’anno. Ma occhio a non esagerare!

E se il prof mi ha preso di mira?

La decisione non può essere presa da un solo professore: ogni voto di scrutinio, e così anche il voto in condotta, è definito collegialmente e questo deve essere motivato da una dichiarazione. In più, secondo quanto scritto sul decreto Gelmini, i professori devono considerare non solo la presenza di sanzioni disciplinari, ma anche il comportamento complessivo dello studente nell’intero anno: “La valutazione espressa in sede di scrutinio intermedio o finale non può riferirsi ad un singolo episodio, ma deve scaturire da un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile e culturale dello studente in ordine all’intero anno scolastico”- si legge nel decreto.

Ho partecipato alle proteste, mi bocceranno?

Non sono pochi i professori che minacciano gli studenti con il 5 in condotta per scoraggiare la nascita di proteste, autogestioni, scioperi e occupazioni. Ma, se negli scrutini intermedi il voto è un avvertimento, in quelli finali comporta la bocciatura e la decisione è quindi presa con più cautela. Come sostiene la preside Cangemi, “nel nostro istituto non abbiamo ritenuto opportuno dare il 5 in condotta per aver partecipato a delle forme di protesta, in quanto non ci sono stati casi di violenza o vandalismi. Anzi, i nostri ragazzi hanno anche ridipinto alcuni muri”. Non è quindi la sola partecipazione alla protesta a esporre uno studente al rischio di bocciatura: tuttavia il discorso cambia se si verifichi un fatto grave, tanto da incorrere in una sanzione disciplinare.

Quando si viene sospesi?

Ecco quindi chiarito che il primo passo per il 5 in condotta finale e la bocciatura è una sospensione da scuola maggiore ai 15 giorni. Beccarsela, comunque, non è semplice. devono essere stati commessi infatti “reati che violino la dignità e il rispetto della persona umana” ( ad es. violenza privata, percosse, reati di natura sessuale etc.), oppure deve esservi una concreta situazione di pericolo per l’incolumità delle persone (ad es. incendio o allagamento) e il fatto commesso deve essere di tale gravità da richiedere una deroga al limite dell’allontanamento fino a 15 giorni. In pratica, si legge sullo statuto degli studenti, “in presenza di fatti tali da configurare una fattispecie astratta di reato prevista dalla normativa penale”. Per una sospensione fino al termine dell’anno scolastico, si deve rilevare anche la recidività e l’impossibilità di reinserire il ragazzo durante l’anno. E per i casi di estrema gravità, si può incorrere alla non ammissione agli scrutini finali e all’esame di stato. Ma in quel caso, non vi preoccupereste certo di un 5 in condotta.

Carla Ardizzone

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