Una notte al Miur: viaggio nel passato della scuola

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

un viaggio nel passato della scuola grazia alla biblioteca storica del Miur

Il Ministero dell’Istruzione apre le porte della sua biblioteca storica. Settantamila volumi, tra abbecedari, sussidiari, pagelle e registri scolastici oggi possono essere consultati da tutti. Skuola.net ha partecipato alla mostra ripercorrendo un divertente viaggio nel “come eravamo”.

GIOVEDì NON SI VA A SCUOLA - Non è stata una semplice mostra quella a cui noi di Skuola.net abbiamo preso parte, ma un vero e proprio viaggio nella storia in cui abbiamo assistito ai cambiamenti della scuola e degli studenti nel corso degli anni. Primo fra tutti, abbiamo notato che, durante il regno d’Italia, i ragazzi non andavano a scuola negli stessi giorni della settimana in cui ci si va ora. Infatti, le scuole erano aperte da Lunedì al Mercoledì, il Giovedì si restava a casa per poi riprendere il Venerdì ed il Sabato. La Domenica era giorno di festa, proprio come oggi.

PAGELLA, CARTA DA PUBBLICITÀ - Facendo un piccolo salto in avanti nel tempo, ci ritroviamo nel periodo fascista. In questi anni è strano notare che le pagelle, istituite solo nel 1926, erano utilizzate soprattutto per fare pubblicità. Quindi, capitava che mentre i genitori controllassero con un po’ di apprensione i voti dei propri figli, si ritrovassero sul retro della pagella, per esempio, la pubblicità di una marca di zucchero.

ALTRO CHE CLASSI POLLAIO! - Ma, le cose che adesso ci suonano strane non finiscono qui. Infatti, da qualche anno sentiamo parlare spesso delle famose classi pollaio, ossia quelle classi che superano quel numero di persone previsto per legge dalle norme sulla sicurezza. E se ora non ci sembra plausibile pensare a classi di 30 ragazzi, ci sembrerà ancora più strano pensare che in passato le classi di 50 alunni erano la norma e che esistevano registri appositi per quelle sopra i 50 studenti.

IL RECUPERO PIÙ IMPRESSIONANTE DELLA SCUOLA - Alzi la mano chi ha passato quest’estate a lamentarsi mentre studiava per recuperare uno o più debiti. Se dovesse capitarvi di terminare anche quest’anno con qualche materia da recuperare, pensate che qualche anno fa c’è stato uno studente che ha preso ben sei debiti con tutti 4, ma che è riuscito a recuperarli tutti. Insomma, se ce l’ha fatta lui, ce la potete fare tutti.

LE NOTE DEL PASSATO - Il divertimento arriva nello sfogliare i registri di classe per leggerne le note. Addirittura, in questo modo, sorridiamo leggendo la nota di uno studente che segnala lo spostamento di questo in un altra classe: visto che era il peggiore fra i suoi compagni, è stato spostato per tentare "altri metodi correttivi".

ZERO SPACCATO - Se oggi vi sembra di aver fallito se avete preso un 4, pensato che un tempo non era così scontato. Nei registri storici abbiamo scoperto che l'alunno Tomei si è meritato un bello zero spaccato, con la barra che serviva ad evitare di confonderlo con un nove scritto male.

NOME, COGNOME E… MESTIERE DEL PAPÀ - Viaggiare nel passato è facile quando si hanno tanti registri di classe da sfogliare. Vedere come sono cambiate le cose nel corso degli anni è persino divertente. Per esempio, lo sapevate che anni fa, accanto al cognome e al nome dell’alunno, sul registro c’era la professione del padre? Leggere, per esempio, “serciarolo” accanto a Mario Rossi, o “vignarolo” dopo Paolo Bianchi, strappa qualche sorriso.

MI PORTO IL BANCO SULLE SPALLE - C’è stato un periodo della storia del nostro paese in cui si è fatta davvero molta attenzione all’igiene e alla salute dei ragazzi, tanto da decidere di fare lezione all’aperto. Per questo, all’epoca, era stato creato il banco zaino, un banco che, quando era chiuso, si portava sulle proprie spalle. Se ci lamentiamo oggi dei pesi degli zaini, figuratevi cosa potevano dire quegli studenti che si sono portati sulle spalle il banco e la sedia per svolgere la lezione.

E tu hai mai pensato a quanti cambiamenti ha fatto la scuola nel corso degli anni?

Serena Rosticci

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