Federico Bianchetti
Autore
bagni inagibili

Gli studenti dell’istituto comprensivo De Filippo di Ponticelli, a Napoli est, non sono mai rientrati in classe dopo le vacanze natalizie.

Le porte dell’istituto, infatti, sono chiuse dallo scorso 19 dicembre a causa di un guasto idraulico ai servizi igienici - segnalato più volte dalla preside - che li ha resi di fatto inagibili. Per questo motivo, le mamme degli alunni hanno deciso di occupare il plesso scolastico in segno di protesta.

Indice:

  1. Bagni inagibili, le mamme occupano la scuola in attesa delle istituzioni
  2. L’appello dei prof

Bagni inagibili, le mamme occupano la scuola in attesa delle istituzioni

Come si legge su La Repubblica, la dirigente Concetta Stramacchia parla di un guasto che si è aggravato gradualmente e che sarebbe stato segnalato più volte alle autorità competenti. La dirigente scolastica, infatti, aveva segnalato il guasto più volte già dallo scorso novembre, senza però ricevere alcun tipo di riscontro.

Poi, oltre il danno, studenti e famiglie si sono trovati anche la beffa. A pesare infatti c’è un altro elemento: nel plesso accanto sono appena terminati lavori di ristrutturazione finanziati con fondi PNRR (200mila euro), con aule e bagni nuovi già pronti.

Ma la struttura, nonostante i lavori conclusi, non è mai stata formalmente consegnata.

“Non torneremo nelle nostre case fino a quando i nostri figli potranno tornare a scuola con dei servizi igienici che funzionano” spiega una delle mamme coinvolte nella protesta a Il Fatto Quotidiano. 

La vicenda è arrivata anche negli uffici del Comune di Napoli “Sto seguendo la vicenda, anche ieri ero lì - dice Maura Striano, assessore comunale all’Istruzione, a Il Corriere della Serac’è stato un problema idraulico risolto dalla Municipalità, ma sono state rilevate altre criticità. L’impegno è ora per trovare le risorse per un secondo intervento. La struttura accanto si sta completando e dopo il collaudo valuteremo una temporanea messa a disposizione”.

L’appello dei prof

Intanto anche gli insegnanti hanno scritto al ministro Valditara: non la chiamano “una semplice segnalazione”, ma “un appello pubblico”. Nella lettera ricordano che in alcune zone del Paese la scuola rappresenta “l’unica presenza stabile dello Stato”.

E rivendicano i risultati ottenuti negli ultimi tre anni: dispersione scolastica azzerata e un modello davvero inclusivo per gli studenti con disabilità.

Per i docenti, il problema dei bagni non è un incidente improvviso, ma la conseguenza di una “programmazione fallimentare”. A rendere tutto più grave, aggiungono, c’è il fatto che un edificio scolastico “gemello”, pronto da oltre un anno, non sia mai stato consegnato: “mentre si celebrano investimenti storici, un istituto viene lasciato degradare all’ombra di un edificio nuovo”.

Il timore finale è che “lo Stato abdichi proprio dove dovrebbe essere più presente”.

 

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