Bacio saffico a scuola: richiamate dal preside

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

il bacio lesbo ripreso dalla preside: un episodio di omofobia?

Due studentesse si abbracciano nei corridoi della loro scuola. Forse ci scappa anche un bacio saffico, anche se questo particolare non viene confermato. Ma a qualcuno lo scambio di effusioni non piace e le ragazze vengono richiamate in presidenza. Accade all’istituto superiore Duca degli Abruzzi di Treviso dove, dopo aver assistito allo scambio di abbracci e carezze delle ragazze, un loro coetaneo le ha denunciate attraverso una lettera inviata alla vicepreside della scuola. Immediata la convocazione delle protagoniste del fatto in presidenza. Ma i compagni non ci stanno ed annunciano un flash mob per sabato prossimo contro l’omofobia.

IL RICHIAMO IN PRESIDENZA - A convocare le studentesse protagoniste dei fatti è la vicepreside della scuola, Renata Moretti, che chiede loro delucidazioni rispetto a quanto esposto nella lettera inviata dal loro compagno di scuola. Secondo le testimonianze rilevate non si sarebbe trattato di bacio, bensì di un semplice abbraccio. Ad ogni modo, tutto l’episodio sembra essere tristemente connotato da un’impronta omofoba. Questo anche se la preside dell’istituto, Maria Antonia Piva, puntualizza prontamente che il trattamento riservato alle ragazze non ha nulla a che vedere con la discriminazione, anzi. Infatti, nella scuola sembra essere normale essere richiamti per comportamenti vietati dal regolamento della scuola negli spazi pubblici, primo fra tutti lo scambio di effusioni per i corridoi, sia che avvenga tra ragazzi dello stesso sesso che non.

SCATTA IL FLASH MOB - Eppure gli studenti dell’istituto non sono per nulla convinti della sincerità della parole del dirigente scolastico. Per questo hanno deciso di manifestare piena solidarietà alle compagne di scuola indicendo per sabato prossimo un flash mob, in occasione del quale i partecipanti indosseranno il nastro viola, simbolo della lotta all’omofobia. Piena partecipazione del corpo docente all’iniziativa dei ragazzi. La stessa preside ha espresso il suo consenso alla manifestazione affermando: “Non mi pare sbagliato che i ragazzi possano riflettere sui temi della discriminazione politica, razziale o sessuale senza con questo contrapporsi al corpo docente”. Insomma, nel dubbio che anche questo episodio possa celare un’impronta omofoba, meglio ribadire l’uguaglianza dei diritti di ogni essere umano e la solidarietà verso chi rischia, ancora oggi, di essere etichettato come “diverso” per un bacio o un abbraccio.

E tu cosa faresti se vedessi due compagne o compagni di scuola abbracciarsi amorevolmente o scambiarsi effusioni per il corridoio?

Margherita Paolini

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