Sesso e adolescenti, bisogna parlarne di più

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

Baby squillo, c’è bisogno di educazione sessuale

Dopo lo scalpore suscitato dalla puntata di Presa Diretta sulle baby squillo, esce il libro "Utilizzatori finali" di Riccardo Iacona, presentato la libreria Ibs in via Nazionale a Roma il 26 novembre. Skuola.net ha intervistato Elena Stramentinoli, collaboratrice del giornalista, che si è occupata dell'inchiesta sulle baby squillo. Ha raccontato come per molte di loro non c’è niente di sbagliato nell’ottenere ciò che vogliono tramite il sesso, pensano di dettare le regole del gioco. Così belle e di successo che per averle bisogna pagare. Ma c'è anche chi contratta per una ricarica telefonica o un po’ di hashish. E se le baby squillo sono i casi più eclatanti, ha scoperto che in generale il rapporto degli adolescenti con il sesso non è sempre consapevole. "C'è bisogno di educazione alla sessualità" sostiene la giornalista.

ANNI ’90 VERSUS ANNI 2010 – Adolescente negli anni ’90, Elena Stramentinoli ha conosciuto il mondo dei ragazzi del 2014 grazie all’inchiesta sulle baby squillo e, più in generale, sulla sessualità dei giovani. “L’adolescenza è uguale per tutti, ero ribelle quanto loro”- dice la giornalista – “ è la società che è cambiata. Certe cose ci sono sempre state, ma oggi il giudizio sociale è più leggero. Il messaggio che si lancia è che se sei disponibile puoi avere carriera e successo, e la conferma per loro sono tanti personaggi conosciuti che realmente hanno avuto vantaggi in questo modo.”

PROSTITUTA? NO, DONNA DI SUCCESSO – Ma cosa spinge le ragazze dei oggi a fare certe cose? Non è solo una questione di soldi, ma anche di successo. “Si sentono belle e furbe. Credono di essere in una condizione di potere, perché l’uomo è disposto a pagare” racconta Elena Stramentinoli. Non è importante se sia giusto o sbagliato, conta ciò che porta vantaggio. Gli altri ragazzi, i loro amici o compagni di classe, sono ambivalenti nel giudicare le baby squillo. “Di sottofondo c'è una certa invidia per il loro stile di vita, fatto di cose belle e lussuose.”

QUANDO IL PREZZO SI ABBASSA – Non solo lusso e quartieri bene delle grandi città, le baby squillo sono anche dove non si sospetta. “Ho conosciuto personalmente alcune ragazze che offrivano sesso a conoscenti in cambio di alcol, entrate in discoteca, un po’ di hashish. Erano ragazze normali, senza particolari ambizioni, che pensavano non ci fosse niente di male” dice la giornalista. Con il contributo di Skuola.net che, coinvolgendo la propria web community, ha ottenuto preziose informazioni sul tema, è venuto alla luce che ben 1 su 6 ha visto episodi di sesso a scuola in cambio di piccoli regali. “Sembra che questi comportamenti si stiano spogliando del valore negativo che hanno” commenta Elena. Complice internet, dove spesso questi iniziano, magari con una chat. “Lo schermo rende la cosa lontana, quasi come se non fossero davvero loro a farlo”.

BISOGNA PARLARNE DI PIU’ – Grazie al web, tutti possono accedere a qualsiasi tipo di informazione riguardo al sesso. “Quello che davvero serve ai ragazzi non è informazione ma educazione” - dice Elena - “Se in famiglia o a scuola non si parla di sesso - aggiunge - si va a cercare altrove, con il rischio di trovare modelli molto popolari e, troppo spesso, sbagliati”. “In Olanda, la patria dei quartieri a luci rosse, si punta molto sull’educazione sessuale. E contrariamente a quanto si possa pensare, i ragazzi si approcciano molto più tardi al sesso rispetto a quelli degli altri paesi europei. La prima volta si fa a 17 anni, in Italia a 14”.

Guarda il video della puntata "Utilizzatori finali" di Presa Diretta con l'intervista di Elena Stramentinoli a Skuola.net


Fonte video Rai Tre

Carla Ardizzone

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19 ottobre 2017 ore 16:30

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