Assenze scolastiche e credito scolastico: le assenze incidono sui crediti?

Ilaria_Roncone
Di Ilaria_Roncone

C’è un effettiva relazione tra crediti scolastici e assenze a scuola? Si, c’è. Sono i gli istituti a decidere in autonomia il punteggio del credito ma, generalmente, la frequenza fa parte di quella serie di requisiti valutati complessivamente. Ciò significa che le assenze possono incidere sul credito. Per capire bene la relazione che c’è tra questi due elementi vediamo insieme come funziona il discorso delle assenze da scuola e come funzionano i crediti in relazione al voto finale e in relazione ai giorni di assenza.



Assenze scolastiche: come funzionano

Come si gestiscono le assenze? Gli studenti tendono sempre a pensare solo ai voti, ma la verità è che anche le assenze seguono un preciso regolamento e, se gestite male, possono essere causa di bocciatura o anche di un maggiore e minore numero di crediti. La frequenza, come già accennato, fa parte dei criteri in base ai quali uno studente viene complessivamente valutato alla fine del percorso, quindi conviene fare attenzione.
Vediamo ora, nello specifico, come vengono regolate le assenze a scuola. Ne parla l’art.14, comma 7 del DPR 122/2009 nei seguenti termini: “...ai fini della validità dell’anno scolastico,[...], per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato. Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo”.
Si parla, quindi, di almeno tre quarti del totale delle ore di lezioni frequentate per non compromettere la promozione all’anno successivo o l’ammissione all’esame.
Il metodo più semplice per calcolare a quanto ammonta un quarto del totale delle lezioni, ovvero il numero massimo di giorni di assenza che potete fare, basta pensare che a scuola si va 200 giorni l’anno almeno. Un quarto di 200 giorni sono 50 giorni, che è il numero massimo di giorni che potete permettervi di essere assenti da scuola senza rischiare di incorrere in pesanti sanzioni, compresa la bocciatura o una penalità sui crediti, che vengono sì assegnati in base alla media di fine anno, ma anche in base ai giorni di frequenza.


Crediti scolastici: come funzionano rispetto alle assenze


Come si ottengono i crediti scolastici, punti che poi contribuiscono ad aumentare il voto della maturità? Il credito scolastico è un punteggio che si accumula nel corso dell’ultimo triennio di superiori e che, con la riforma della Buona Scuola, a partire dall’a.s. 2018/2019 è arrivato a valere fino a un massimo di 40 punti. Il punteggio in termini di crediti viene assegnato in base alla media dei voti scolastici degli ultimi tre anni nel seguente modo:

  • 12 punti massimo per il terzo anno;
  • 13 punti massimo per il quarto anni;
  • 15 punti massimo per il quinto anno.

Cosa conta oltre i voti? C’è da tenere in considerazione che, oltre quelli, i crediti vengono assegnati anche in base alla condotta, alla partecipazione alle lezioni, alla presenza di debiti formativi e, appunto, anche in base alle assenze fatte.
La risposta definitiva, quindi, è: si, le assenze incidono sui crediti dal momento in cui, insieme a una serie di altri fattori, contribuiscono a modificare il punteggio assegnato prima della maturità.

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